Libri di Giorgio Fatarella
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Arcidosso nel XIX e XX secolo Fatarella Giorgio - C&P Adver Effigi, 2020 - Archivi Riemersi
Non esiste un paese che non ha storia: senza storia non ci sarebbe identità e neppure consapevolezza per andare avanti e migliorare. E anche Arcidosso, ovviamente, ha la sua storia: quella relativa al periodo medievale ben descritta nel libro "Il Castello di Arcidosso e la Valle dell'Ente" di Nello Nanni; quella "più generale" narrata da Gustavo Contri nel suo testo "Storia di Arcidosso" del 1890; quella riferita da Gino Ambrogi "Arcidosso e i Conti Aldobrandeschi" del 1928 ed altro. A tutto questo dobbiamo aggiungere la storia orale: una storia tramandata da padre e figlio, trasmessa di bocca in bocca, di generazione in generazione, alla quale, spesse volte, si sono aggiunti particolari, fatti o vicende non del tutto corrispondenti alla realtà. Purtroppo non sempre i fatti o le vicende tramandante oralmente corrispondono alla verità storica, pur avvicinandosi molto alla stessa.
Il libro di Salaiola. Una storia mai scritta Fatarella Giorgio - Edizioni Heimat, 2017
Il libro narra la storia di una frazione di Arcidosso: dalle sue origini, alla vita di villaggio, fino al mutamento antropologico in conseguenza della modernità. L'autore è uno degli ultimi che hanno visto, toccato e assaggiato quel che è stato dismesso e perduto. Mantenendo un indissolubile legame affettivo egli ascolta attentamente quelle antiche voci che gli parlano e lo spronano alla cura della terra, del paese, alla manutenzione del ponte che collega la sponda del tempo con quella dell'eternità. Voci che lo spingono alla testimonianza, nella speranza di un passaggio antropologico e culturale che, per certi aspetti, potrebbe assumere i tratti di un ritorno, verso un consolidamento del senso di appartenenza e del concetto di cittadinanza attiva quali uniche vere risorse per un riscatto delle piccole realtà locali. Un'impegnativa ed accurata investigazione che coinvolge anche la storia della fattoria di Roveta, trattando anche dell'uso dei terreni e dei pascoli comunitativi, della transumanza, del passaggio da un comunismo pratico-agrario al latifondo, dell'avvento della nuova classe borghese e del declino della nobiltà terriera.