Libri di Giorgio Ierano
Bibliografia di Giorgio Ierano: tutti i libri in vendita online Studi culturali (Cultural studies)
Il ventennio conformista. Tic, luoghi comuni e mode culturali degli italiani ai tempi della seconda Repubblica (1992-2012) Ieranò Giorgio - Salerno Editrice, 2012 - Aculei
Le banalità storiografiche sul "sangue dei vinti" e sui "ragazzi di Salò", le riabilitazioni postume del fascismo (del governo di Nerone o della dittatura di Pinochet), le riscritture antiunitarie del Risorgimento. Ma anche il dogma della flessibilità, la critica allo statalismo, la retorica del "fare", il disprezzo per gli impiegati pubblici "fannulloni", per i giovani "bamboccioni", per i disoccupati "sfigati". L'esaltazione del "politicamente scorretto", le pose guascone e ribalde in opposizione al presunto buonismo imperante, il fastidio per il "culturame", la voga neocattolica, per cui anche chi già s'incaglia sul rosa/rosae piange di nostalgia per la messa in latino. Il nuovo libro di Giorgio leranò offre un repertorio ironico, puntualmente documentato, dei tic ideologici dell'ultimo ventennio, durante i tempi, non sempre gloriosi, della "Seconda Repubblica". C'è tutto il vocabolario del neoconformismo: idee e parole d'ordine, vezzi e luoghi comuni non di rado trasversali agli schieramenti politici. Un ritratto dei nuovi trinariciuti che hanno occupato l'Italia a cavallo tra i due secoli. Ma anche un invito a fare i conti con un'eredità ingombrante di cui ancora dobbiamo liberarci.
Parole della nostra storia. Perché il greco ci riguarda Ieranò Giorgio - Marsilio, 2022 - Universale Economica Feltrinelli
Il greco si annida anche là dove meno ce lo aspetteremmo. Basti pensare, per esempio, alla parola «attimo», che pronunciamo ogni giorno, e che probabilmente ha alle spalle àtomos, usato già da Aristotele nel senso di una «frazione di tempo indivisibile». Aveva dunque buon gioco Percy Shelley nel dichiarare, a inizio Ottocento: «Siamo tutti greci. Le nostre leggi, la nostra letteratura, la nostra religione, le nostre arti hanno le loro radici in Grecia». Ma è proprio così? O la nostra sensazione di intimità con questi antenati è fuorviante? E la casa dei greci è davvero confortevole? Non c'è nulla di perturbante in quelle antiche stanze? Con stile brillante e tono colloquiale Giorgio Ieranò ci guida alla scoperta di quella che non è affatto un'eredità racchiusa in uno scrigno prezioso di cui noi siamo i fedeli e pacifici custodi, ma un percorso accidentato e labirintico, in cui le parole greche sono state giocate su diversi piani e nei modi più imprevedibili. Un'indagine che investe il lessico dell'anima (da «psiche» a «eros»), del sacro (da «Cristo» a «teologia»), della cultura (da «filologia» a «scuola»), e della politica (da «democrazia» a «economia»), fino a un termine tornato drammaticamente in auge in tempi recenti, «epidemia». Attraverso riletture illuminanti, storie e interpretazioni inedite, l'autore racconta le vicende di forzature e riscoperte, contaminazioni e metamorfosi che si perdono nel vortice caotico della storia. E, parlando degli antichi, parla anche un po' di noi, di quel «noi» che siamo, o che vorremmo essere.
Parole della nostra storia. Perché il greco ci riguarda Ieranò Giorgio - Marsilio, 2020 - I Nodi
Il greco si annida anche là dove meno ce lo aspetteremmo. Basti pensare, per esempio, alla parola «attimo», che pronunciamo ogni giorno, e che probabilmente ha alle spalle àtomos, usato già da Aristotele nel senso di una «frazione di tempo indivisibile». Aveva dunque buon gioco Percy Shelley nel dichiarare, a inizio Ottocento: «Siamo tutti greci. Le nostre leggi, la nostra letteratura, la nostra religione, le nostre arti hanno le loro radici in Grecia». Ma è proprio così? O la nostra sensazione di intimità con questi antenati è fuorviante? E la casa dei greci è davvero confortevole? Non c'è nulla di perturbante in quelle antiche stanze? Con stile brillante e tono colloquiale Giorgio Ieranò ci guida alla scoperta di quella che non è affatto un'eredità racchiusa in uno scrigno prezioso di cui noi siamo i fedeli e pacifici custodi, ma un percorso accidentato e labirintico, in cui le parole greche sono state giocate su diversi piani e nei modi più imprevedibili. Un'indagine che investe il lessico dell'anima (da «psiche» a «eros»), del sacro (da «Cristo» a «teologia»), della cultura (da «filologia» a «scuola»), e della politica (da «democrazia» a «economia»), fino a un termine tornato drammaticamente in auge in tempi recenti, «epidemia». Attraverso riletture illuminanti, storie e interpretazioni inedite, l'autore racconta le vicende di forzature e riscoperte, contaminazioni e metamorfosi che si perdono nel vortice caotico della storia. E, parlando degli antichi, parla anche un po' di noi, di quel «noi» che siamo, o che vorremmo essere.