Libri di Pierpaolo Lala
Bibliografia di Pierpaolo Lala: tutti i libri in vendita online STILE DI VITA, SPORT E TEMPO LIBERO
Cucinare con i piedi. Storie di cene mondiali Lala Pierpaolo - Lupo, 2014 - Fornelli Indecisi
Campi di calcio e tavole imbandite, ricordi e rimorsi, rancori e lacrime. La storia dei mondiali di calcio è intrecciata indissolubilmente alle nostre vite. Amori, amici, scuola, università, lavoro, famiglia, salute, viaggi, matrimoni, compleanni. Per ogni ricordo una partita. Per ogni partita un ricordo. Se pensiamo ai mondiali, agli europei, alle finali di champions abbiamo una certezza: ogni fischio d'inizio si fa occasione ghiotta per teglie, barbecue, spaghettate volanti, panini, patatine fritte, vino o birre ghiacciate. Le partite di calcio sono una scusa, un pretesto per incontrarsi e gozzovigliare. "Cucinare con i piedi" è un'ode al calcio "mangiato". Perché se da sempre gli italiani sono commissari tecnici, da alcuni anni sono diventati anche chef: 4-4-2 e frittura, fuorigioco e coppapasta, contropiede e impiattamento, dribbling e croccantezza, calcio d'angolo e teglie. Il libro è una storia sentimentale e gastronomica della Coppa del Mondo: da Germania 1974 a Brasile 2014 i mondiali sono raccontati attraverso i ricordi e le narrazioni di Marcello Aprile, Dario Quarta, Mauro Favale, Peppe Ruggiero, Danilo Siciliano, Osvaldo Piliego, Fausto Romano, Simona Toma, Dario Goffredo, Gianluca Morozzi. Il calcio di rigore è affidato ad Antonio Iovane mentre un terzo tempo speclale e molto unto è nel racconto di Alessio Viola. Il blogger Andrea Ferraretto e il gustosofo Pino De Luca ci orientano nel mondo delle ricette da gioco selezionate da Gabriella Morelli e Antonietta Rosato.
Lecce adagio. Dal Barocco al mare Lala Pierpaolo - Ed-Enrico Damiani Editore, 2025 - Gli Adagi
Lecce, raccontata da chi la vive. Piano, con ironia e meraviglia. «Questa non è una guida esaustiva. E io non sono una guida turistica convenzionale. È un itinerario, personale e non definitivo, nella mia città. Quella Lecce che (per me) è croce e delizia, giardino fiorito e prigione arida, futuro e nostalgia canaglia. Scopriremo insieme la basilica di Santa Croce, piazza Duomo e i palazzi nobiliari simbolo della rinascita seicentesca, ma anche la Lupiae romana riemersa nel periodo fascista. Andremo sulle tracce di personalità illustri che hanno reso celebre Lecce in tutto il mondo, come il tenore Tito Schipa. Entreremo dentro le mura dalle tre porte rimaste in piedi e nel Castello Carlo V (che qui non passò mai), la fortezza più grande di Puglia. E continueremo nella città nuova, quella dei murales della 167 e dei diritti civili, quella dell'Università del Salento e della passione smodata per il calcio, delle comunità di stranieri che vivono i quartieri e dei tanti parchi pubblici, delle biblioteche civiche e dei musei. Non per spuntare una lista, ma per perderci tra i dettagli. Cammineremo piano, senza fretta. Come si fa da queste parti. Perché Lecce non è una città lenta. È una città pigra. Ancora troppo. E forse, è proprio in questa pigrizia che si nasconde il suo segreto».