Libri di Mark Lilla
Bibliografia di Mark Lilla: tutti i libri in vendita online SCIENZE UMANE
Il genio avventato Lilla Mark - Dalai Editore, 2010 - I Saggi
La storia del Novecento europeo è attraversata da filosofi, scrittori e giuristi che hanno condiviso l’operato e i principi dei peggiori regimi totalitari, giustificando ora il fascismo, ora il nazismo, ora il comunismo sovietico. Perché? Com’è possibile che alcune delle migliori menti della cultura occidentale abbiano tradito gli ideali di libertà di cui pure davano prova con la loro spregiudicatezza intellettuale? Come hanno potuto accettare l’oppressione dell’uomo sull’uomo, che a parole condannavano, e addirittura collaborare con i più dispotici governi? Mark Lilla cerca di rispondere a queste domande sottoponendo a un’accurata indagine comparata il pensiero e le scelte politiche di sei grandi della cultura europea: Martin Heidegger, Carl Schmitt, Walter Benjamin, Alexandre Kojève, Michel Foucault e Jacques Derrida. A emergere è un inquietante comun denominatore: tutti questi intellettuali hanno chiuso gli occhi di fronte all’autoritarismo, alla violenza e al terrore, perché profondamente delusi dalle ideologie e dai movimenti sociali della loro epoca. Incapaci di dominare le proprie passioni, si sono lasciati trascinare in una sfera che mal comprendevano, quella della politica, finendo con il ribaltare le posizioni in gioco e accusare la democrazia occidentale di nascondere intenti autoritari ben più nocivi di quelli dei regimi palesemente dittatoriali. Con uno stile lucido e accessibile, l’autore affronta di petto una delle questioni irrisolte dell’epoca contemporanea: la responsabilità dell’intellettuale di fronte al destino collettivo. Ma mette anche in luce una perdurante tendenza a rigettare le peculiarità della politica come arte del possibile in favore di una visione nichilistica e assoluta della realtà.
Il Dio nato morto. Religione, politica e occidente moderno Lilla Mark - Dalai Editore, 2009 - I Saggi
Le passioni religiose stanno di nuovo condizionando la politica mondiale. Il tentativo di ricondurre la sfera del "politico" sotto l'autorità divina ha ripreso piede, ridimensionando le aspettative di un futuro più secolarizzato. In "II Dio nato morto", Mark Lilla risale alle origini di questa antica controversia, illustrandone il ruolo sorprendente avuto nel modellare il pensiero occidentale. Storicamente, l'organizzazione della maggior parte delle civiltà si è basata su una teologia politica, in cui un mito o una rivelazione indicavano il giusto ordine della società. Tuttavia, a seguito della crisi che ha colpito il cristianesimo circa cinquecento anni fa, l'Europa vide il sorgere di una nuova sfida intellettuale al vecchio schema teologico. Concependo la religione come un'espressione della natura umana, e non come un dono di Dio, i pensatori occidentali moderni hanno trovato una via per liberare la politica dall'autorità divina ed ergere delle barriere contro il potere distruttivo delle passioni religiose. Ma le seduzioni della teologia politica sono sempre in agguato, anche in Occidente. Come Lilla mostra con chiarezza, la tentazione del pensiero europeo a subordinare la politica alla religione è rimasta forte, assumendo sempre nuove forme. A partire dalla seconda guerra mondiale si è sviluppato un potente messianismo politico, che ha giustificato le più terribili ideologie del nostro tempo.
L'estasi dell'ignoranza. La tradizione occidentale della non conoscenza Lilla Mark - Luiss University Press, 2026 - Pensiero Libero
Perché inseguiamo l'ignoranza con lo stesso fervore con cui desideriamo conoscere? E cosa ci spinge a coprire le verità più scomode con racconti rassicuranti costruiti ad arte? In L'estasi dell'ignoranza, Mark Lilla esplora una pulsione tanto diffusa quanto raramente confessata: la volontà di non sapere. Contro il mito moderno che celebra trasparenza, informazione e conoscenza come valori indiscutibili, questo saggio mostra come l'ignoranza sia spesso una scelta attiva, emotiva, culturale e politica, profondamente radicata nella tradizione occidentale. Una scelta che risponde al bisogno di sentirci protetti da verità capaci di incrinare la nostra identità, le nostre credenze, la nostra idea di felicità. Muovendosi tra filosofia, letteratura, religione e psicoanalisi, Lilla costruisce un viaggio intellettuale nella "volontà di ignoranza". Dai miti antichi, come quello di Edipo, alle Confessioni di Sant'Agostino, da Nietzsche a Freud, prende forma una lunga storia di fuga dalla verità: tabù che limitano la curiosità, illusioni di innocenza, nostalgie per un passato immaginario, rifiuti ostinati dell'evidenza. Non semplici errori individuali, ma strategie collettive per rendere il mondo più sopportabile, anche a costo di deformarlo. Questa pulsione assume forme quotidiane: il cittadino che evita notizie scomode, il credente che difende un tabù pur intuendone l'origine, l'individuo che rifiuta una diagnosi o una responsabilità morale per non perdere l'equilibrio. Attualissimo, L'estasi dell'ignoranza illumina le radici profonde del cospirazionismo, del pensiero magico e delle semplificazioni ideologiche contemporanee; un invito a riconoscere quanto la fuga dalla realtà possa essere seducente, e quanto alto sia il prezzo che paghiamo quando scegliamo, consapevolmente, di non sapere.