Libri di Giacomo Magrograssi
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Le carezze come nutrimento. I gesti e le parole che ci fanno stare bene Magrograssi Giacomo - Dalai Editore, 2003 - Le Mele
Sin dalla nascita siamo estremamente sensibili alla qualità e alla quantità delle carezze che riceviamo. All'inizio si tratta soprattutto di contatto fisico attraverso le mani di chi accudisce, di odori e di sapori; poi, pian piano, ci allontaniamo dal contatto diretto e il riconoscimento si fa più simbolico, diviene carezza la parola che ci viene detta e il sorriso che ci viene fatto. Il nostro rapporto con questo speciale tipo di nutrimento, la nostra "dieta" abbondante o scarsa, equilibrata o meno, segnerà il nostro modo futuro di essere soddisfatti e di provare piacere, di recepire le carezze che ci vengono fatte da adulti e di farne a nostra volta.
Le carezze come nutrimento. I gesti e le parole che ci fanno stare bene Magrograssi Giacomo - Baldini + Castoldi, 2017 - I Saggi
Che cosa è una «carezza»? È carezza tutto ciò che, riconoscendo l'esistenza dell'altro, si esprime in una comunicazione con una valenza affettiva, anche minima. Assentire sorridendo, toccare amichevolmente una spalla, dire «sono contento di vederti», ascoltare con attenzione, dare un segno di disponibilità. Come il cibo è indispensabile da un punto di vista fisico e permette la crescita e il mantenimento di un benessere corporeo, così avviene per quanto riguarda «le carezze come nutrimento». Sin dalla nascita siamo tutti estremamente sensibili alla qualità e alla quantità delle carezze che riceviamo. Il nostro rapporto con questo speciale tipo di nutrimento, la nostra «dieta» abbondante o scarsa, equilibrata o meno, segnerà il nostro modo futuro di guardare alla vita: di essere soddisfatti e di provare piacere, di recepire e di nutrirci delle carezze che riceviamo da adulti e di farne a nostra volta. Parlare di «carezze» significa parlare di riconoscimento. Riconoscerci come importanti per gli altri dà senso alla nostra vita. Il riconoscimento non viaggia mai a senso unico. Esso è possibile in una non sempre facile circolarità di attenzione e di rispetto reciproco: riconoscimento di sé e riconoscimento dell'altro, e poi ancora riconoscimento di sé attraverso il riconoscimento dell'altro.