Libri di Giorgio Samorini
Bibliografia di Giorgio Samorini: tutti i libri in vendita online Studi culturali (Cultural studies)
Droghe tribali. Nuova ediz. Samorini Giorgio - Shake, 2022 - Underground
Cibi divini, alimenti per l'anima o strumenti visionari per il contatto col mondo sovrannaturale? Queste sono alcune delle principali ragioni per le quali le popolazioni tribali assumono droghe, attraverso l'ingestione di centinaia di formiche rigorosamente vive, lo scorticamento di parti di pelle per assorbirne gli effetti attraverso la ferita, la golosa ricerca di putrefazioni cadaveriche umane o ristillazione negli occhi di corrosivo succo di millepiedi. Nonostante l'apparente irrazionalità, c'è tanto significato, umanità ed emozione in questi comportamenti estremi. Nella cultura occidentale si continua a vedere le droghe come una forma di fuga dalla realtà. Nel mondo tradizionale, ma anche in alcuni ambiti del mondo moderno occidentale, il suo uso invece è ampiamente dettato da motivazioni differenti, spesse volte con l'opposto intento di "vedere meglio la realtà": come negli scopi spirituali-religiosi, sciamanico-terapeutici, magico-divinatori, iniziatico-pedagogici, come correttivi del carattere, per scopi giudiziari, o come viatici pre-morte. Un libro che racconta le pratiche estreme delle popolazioni tribali, in una panoramica di grande suggestione antropologica. Un libro affascinante che restituisce alle droghe un ruolo e una funzione sociale per noi totalmente sconosciute.
Droghe tribali Samorini Giorgio - Shake, 2012 - Underground
Cibi divini, alimenti per l'anima o strumenti visionari per il contatto col mondo sovrannaturale? Queste sono alcune delle principali ragioni per le quali le popolazioni tribali assumono droghe, attraverso l'ingestione di centinaia di formiche rigorosamente vive, lo scorticamento di parti di pelle per assorbirne gli effetti attraverso la ferita, la golosa ricerca di putrefazioni cadaveriche umane o ristillazione negli occhi di corrosivo succo di millepiedi. Nonostante l'apparente irrazionalità, c'è tanto significato, umanità ed emozione in questi comportamenti estremi. Nella cultura occidentale si continua a vedere le droghe come una forma di fuga dalla realtà. Nel mondo tradizionale, ma anche in alcuni ambiti del mondo moderno occidentale, il suo uso invece è ampiamente dettato da motivazioni differenti, spesse volte con l'opposto intento di "vedere meglio la realtà": come negli scopi spirituali-religiosi, sciamanico-terapeutici, magico-divinatori, iniziatico-pedagogici, come correttivi del carattere, per scopi giudiziari, o come viatici pre-morte.
Il pulque. Dalle origini ai periodi coloniali Samorini Giorgio - Youcanprint, 2018
Il pulque è un prodotto della fermentazione della linfa di alcune specie di piante succulente del genere agave. Sin da una remota antichità è stata la principale bevanda inebriante delle popolazioni del Messico centrale. Il pulque ha una storia affascinante e complessa: era una bevanda profondamente radicata nella mitologia, nell'etnostoria, nella religione e nella filosofia dell'ebbrezza delle popolazioni precortesiane. Era caratterizzato da una ricchezza di tipologie, nomi e finalità d'impiego tale, da aver dato origine a un vero e proprio "Complesso del Pulque", di cui sono andati perduti diversi tasselli; fra questi la determinazione botanica di alcuni importanti ingredienti additivi della bevanda, che ne potenziavano o modulavano gli effetti, e la comprensione del più intimo significato della "quinta tazza di pulque", intesa nella sua lettura più immediata come superamento del limite socialmente accettato dell'ebbrezza, ma che nascondeva significati più reconditi che sono andati sepolti insieme ai centri cerimoniali e agli ultimi detentori di queste conoscenze precoloniali. La storia del pulque è anche una storia dell'ebbrezza e, soprattutto, un caso esemplare della gestione dell'ebbrezza da parte di una popolazione non occidentale.