Libri di Gilberto Seravalli

Bibliografia di Gilberto Seravalli: tutti i libri in vendita online ECONOMIA, FINANZA, IMPRENDITORIA E MANAGEMENT

Né facile, né impossibile. Economia e politica dello sviluppo locale libro
-5%
LIBRO   9788860360847

Né facile, né impossibile. Economia e politica dello sviluppo locale Seravalli Gilberto   -  Donzelli, 2006  -  Saggi. Storia E Scienze Sociali

Il tema dello sviluppo locale ha conquistato un rilevante spazio scientifico e accademico. Questa analisi - condotta da uno studioso che si occupa da anni dell'argomento e segue, anche sul campo, esperienze in Italia e all'estero propone un itinerario che mette in discussione alcuni luoghi comuni dell'economia ortodossa. Primo fra tutti quello che vorrebbe lo sviluppo economico di un'area arretrata trainato spontaneamente e semplicemente da quello delle aree avanzate; ovvero l'idea secondo cui se lo sviluppo non si innesca spontaneamente è impossibile produrlo. D'altra parte, tale itinerario rivela le difficoltà delle politiche locali che pure sono ritenute indispensabili. La strategia per lo sviluppo qui proposta è dunque ben diversa da quella del puro e semplice decentramento. Si tratta piuttosto di una strategia complessa, che implica il protagonismo delle istituzioni locali ma anche forte responsabilità del "centro", e pone l'accento non solo sulle politiche dal basso, bensì anche sugli elementi di coordinamento tra le istituzioni locali e centrali.

€ 24.50 € 23.28
LIBRO   9788823821385

Conflitto e innovazione. Le capacità innovative delle imprese tra organizzazione e intenzionalità Seravalli Gilberto   -  Egea, 2011  - 

Le innovazioni più rilevanti, delle quali avremmo particolare bisogno in Italia, derivano da processi in cui il valore innovativo è correlato a complessità, incertezza, tensioni nel coordinamento tra diversi attori. Serve perciò una specifica organizzazione, e un suo primo elemento è il "contratto" che ha lo scopo di evitare spreco di risorse e di garantire mutuo impegno. In presenza di contratto emerge però un secondo aspetto delle tensioni nel coordinamento che è spesso trascurato: i conflitti tra visioni contrastanti circa il miglior modo di procedere. Se, tuttavia, da questo conflitto si esce con il compromesso, il processo innovativo muore. Occorre invece rovesciare un modo di pensare motto diffuso. L'innovazione non viene dopo l'uscita dal conflitto, ma è essa stessa che ne costituisce l'uscita. Ne segue che l'innovazione è l'esito di un particolare tipo di conflitto, "imperfetto non patteggiabile", non gestibile dagli attori senza una regia. È indispensabile una leadership "trasformatrice". Ma, per tale caratterizzazione, essa non può assumere anche le funzioni proprie del contratto. Alcune applicazioni di questo semplice modello sembrano incoraggianti sia nello studio di casi (Echelon, Olivetti, Motorola, software Open Source, IBM sistema 360) e sia nell'analisi di 30 Patti Territoriali in Italia. I buoni risultati innovativi si hanno con leadership forte e contratto forte, mentre non si ottengono quando manca uno di questi due elementi.

€ 15.00 € 20.00
disp. incerta
ACQUISTA
LIBRO   9791220130561

Dilemmi dell'azione collettiva Seravalli Gilberto   -  Europa Edizioni, 2022  -  Fare Mondi

"Prima ancora della pandemia e della precedente grande recessione, un grave morbo minaccia le società liberal-democratiche, dette fino a ieri avanzate. È il crollo della classe media che da sempre le ha sostenute, ma è stata tradita. Negli Stati Uniti e in Europa è ben documentata ormai la condizione di tanti nonni che vedono i figli stare peggio di loro e ancor peggio i nipoti, gli stessi nonni che avevano vissuto notevoli e spesso straordinari miglioramenti rispetto ai loro genitori fino agli anni Ottanta del Novecento. A questo tradimento reagisce, assieme al populismo, un'ondata comunitarista che ben più seriamente mette in discussione i principi stessi e l'organizzazione della società individualista. Smascherata la truffa meritocratica, che aveva promesso di premiare i capaci e laboriosi ma alla fine ha premiato i ricchi e i profittatori, idee antiche riprendono forza. Una buona società è vista come reticolo di rispetto e cura reciproci piuttosto che come un insieme casuale di individui portatori di diritti. L'azione collettiva per il bene comune è vista come indispensabile e più sana rispetto all'azione individuale e delle autorità costituite. Ma qui sorge un dilemma: la comunità e l'azione collettiva possono ritenersi davvero capaci di fare meglio per il bene della maggioranza di quanto hanno saputo fare il Mercato e lo Stato delle società liberal-democratiche? Se il populismo, con le sue ricette semplici e illusorie, appare chiaramente inadeguato, il ben più sofisticato comunitarismo non rischia di essere un rimedio peggiore del male? In fondo è già stato sperimentato sia nelle comunità tradizionali sia in tempi moderni nelle società "organiche", dove in nome di un asserito "bene comune" il bene individuale è stato calpestato. Il libro parte da questa domanda e si propone, con una paziente analisi, di individuare le condizioni che realisticamente possano permettere l'organizzazione di un'azione collettiva "buona" in modo da evitare i rischi di quella "cattiva". (...) La ricerca presentata in Dilemmi dell'azione collettiva sottolineando qualche verità inquietante potrà forse servire come repertorio di avvertenze sui pericoli di fallimento dell'azione collettiva "buona" per tentare di evitarli."

€ 15.90
disp. incerta
ACQUISTA