Libri di Cur Spagnoletti
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Il reale allo specchio. Il documentario italiano contemporaneo Spagnoletti G. (Cur.) - Marsilio, 2012 - Saggi. Cinema
Dall'inizio degli anni zero del nuovo millennio, il cinema documentario italiano, e più specificamente quello di creazione, sta vivendo uno straordinario momento di (ri)nascita, diventando così uno dei fattori privilegiati di rinnovamento estetico-culturale del cinema tout court nel nostro paese. Attraverso saggi e interviste, il presente volume vuole documentare questo fenomeno, analizzando a tutto campo il mondo del documentario italiano con analisi particolareggiate del sistema e dei problemi non piccoli della produzione, degli sbocchi distributivi tra festival e canali televisivi, dei "cervelli in fuga" all'estero, oltre al complesso rapporto teorico tra fiction e non fiction, tra cinema del "reale" e quello di "invenzione". Senza tralasciare al tempo stesso l'approfondimento sugli stili, sull'elaborazione artistica dalla forma documentaria e degli stessi contenuti dove spesso si è privilegiato (ma non solo) un'accurata e tagliente ricognizione dei fenomeni trasformativi della società italiana in tutti i campi. A completare il volume un'ampia biofilmografia degli autori di cinema di non fiction.
Il Cinema russo oggi Spagnoletti G. (Cur.) - Marsilio, 2010 - Saggi. Nuovocinema
Nel 1980 la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro organizzava la maggiore retrospettiva italiana del cinema sovietico: era l'epoca in cui si andava conoscendo l'opera di Andrej Tarkovskij o il talento di registi emergenti come Nikita Michalkov. Oggi, dopo i turbolenti anni novanta quando si è consumata la storica transizione alla Federazione russa e la morte del socialismo reale, in una situazione politica del tutto mutata, si assiste a una piena rinascita del cinema russo che si è affermato nei maggiori festival internazionali con opere come "Il ritorno" (2003) di Andrej Zvjagincev, "Kak ja provel etim letom" (t.l.: "Come ho trascorso l'estate", 2010) di Aleksej Popogrebskij, "Playing the Victim" (2006) di Kirill Serebrennikov, "Bumaznyj soldat" (t.l.: "Il soldato di carta", 2008) di Aleksej German jr. Il presente volume analizza il passaggio dal cinema sovietico a quello russo che, a partire da una grande tradizione, ha finalmente superato un momento di appannamento produttivo e artistico. In questo cinema del terzo millennio dove forte e trainante è il ruolo delle donne registe, pochi sono i segni distintivi: molti film sono ambientati in provincia, lontani da Mosca o Pietroburgo, da nuovi ricchi, mafiosi o poliziotti corrotti; in essi alberga un sentimento quasi bucolico, colto talvolta con sguardo ironico o documentario nei confronti di una realtà difficile e complessa, ma anche, in filigrana, l'incubo della guerra e, sullo sfondo, una Russia ancora rurale.
This is England. Prospettive sul cinema inglese dal free cinema a oggi Spagnoletti G. (Cur.) - Universitalia, 2014 - Blow Up
Non solo Ken Loach o Trainspotting. Il cinema britannico di qualità è molto di più. È la lucidità dolente di Karel Reisz, la forza endogena di Tony Richardson, lo sguardo poetico di Lindasy Anderson, l'ironia graffiante dei Monty Python, l'impeto militante di Derek Jarman. È la rabbia dei giovani contestatori del Free Cinema e la gioia sfrenata della Swinging London. È il bisogno di forte impegno politico contro la Lady di ferro Margaret Thatcher e lo sguardo attendista di sospetto nei confronti del riformismo di Tony Blair. È un cinema incerto tra raffinata ricerca visiva e realismo quotidiano che si sfrangia oggi nelle mille derive del digitale fin quasi a morirne come auspicato da Peter Greenaway. Ma che cerca anche di restare specchio di un mondo immerso in dolorose contraddizioni colte da un Mike Leigh o uno Stephen Frears, o di travalicare le dinamiche di genere come in Danny Boyle per descrivere il perenne divenire della società. E che, senza dimenticare il grande bardo William Shakespeare, aborrisce immagini patinate mainstream o rievocazioni nostalgiche dell'Impero.