Libri di Piermario Vescovo

Bibliografia di Piermario Vescovo: tutti i libri in vendita online ARTI

«Nei decreti di Venezia». Legge tragica e giurisprudenza comica in Shakespeare libro
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LIBRO   9788829717958

«Nei decreti di Venezia». Legge tragica e giurisprudenza comica in Shakespeare Vescovo Piermario   -  Marsilio, 2023  -  Elementi

Il titolo, traduzione di «in the decrees of Venice», proviene da Il mercante di Venezia e indica il terreno sul quale si muovono le due letture shakespeariane qui proposte, che riguardano questo testo e Otello: una commedia e una tragedia di ambientazione veneziana entrambe ispirate a novelle italiane, per le quali, nei rispettivi "lieto fine" e compimento tragico, si rivela il fondamento profondo dei due generi. Esso risiede, secondo la prospettiva di queste pagine, nel rapporto tra invenzione drammatica e sfera della legge e del diritto, ovvero nella contrapposizione di una "legge tragica" inesorabile, nel segno del destino, e di una "giurisprudenza comica", che apre a un orizzonte di salvezza. L'autore riprende e approfondisce in rapporto a Shakespeare le tematiche del suo precedente volume L'incerto fine, liberando il testo da ipoteche di lettura tanto pesanti quanto sostanzialmente retrospettive.

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LIBRO   9788831708500

Il tempo a Napoli. Durata spettacolare e racconto Vescovo Piermario   -  Marsilio, 2011  -  Saggi

Il saggio muove da alcuni spettacoli del Napoli Teatro Festival Italia per costituire una base o un campionario per un percorso teorico sul tempo e la durata teatrale. A partire da Robert Lepage, Gustavo Tambascio, Rafael Spregelburd, Peter Stein, Gaetano Ventriglia e Silvia Garbuggino, Davide Iodice, il volume prende in considerazione le teatralizzazioni di Dostoevskij, lo spazio tra teatro e romanzo, la drammaturgia seriale e le forme brevi, destinate ai luoghi metropolitani dell'attesa.

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LIBRO   9788831707435

La Virtù e il tempo. Giorgione: allegorie morali, allegorie civili Vescovo Piermario   -  Marsilio, 2011  -  Saggi

Il tempo ha provveduto a distruggere le opere pubbliche documentate di Giorgio da Castelfranco, che caratterizzano nell'ultimo biennio della sua breve esistenza la sua ascesa come pittore di allegorie civili, nel periodo della guerra di Cambrai. Alcuni decenni dopo Giorgio Vasari liquida l'interpretazione degli affreschi della facciata sul Canal Grande del Fontego dei Tedeschi nel nome di una libera "fantasia" che ha come suo scopo solo quello di "mostrar l'arte". Queste celeberrime parole sono contrapposte all'inizio di queste pagine a quelle di un più modesto testimone, che cerca di raccontare al Duca di Mantova la complessità dei passaggi dalla storia al simbolo al mito di una dimostrazione teatrale vista in Piazza San Marco, dove l'allegoria di Stato si rivela in combinazioni ricche e strane che gli spettatori veneziani chiamano "poesie". Su un altro fronte e parallelo, la presenza in collezioni private, già pochi anni dopo la sua morte, di alcuni dei dipinti di Giorgione più celebri, misteriosi e dibattuti, racconta l'espansione del mito postumo del pittore. In luogo dell'abolizione dello scarto tra committenza e possesso che ha trasformato pressoché automaticamente i primi collezionisti in committenti, ci si propone, al contrario, di approfondire la portata e il significato di quella distanza, pensando come niente affatto scontata la complementarietà combinatoria degli indizi.

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