Libri di Cur Zappone Domenico Salerno
Bibliografia di Cur Zappone Domenico Salerno: tutti i libri in vendita online Studi culturali (Cultural studies)
Le maschere del saracino e altre storie Zappone Domenico Salerno S. (Cur.) - Rubbettino, 2014 - Zonafranca
"Le maschere del Saracino" è una selezione di scritti giornalistici di Domenico Zappone apparsi tra il 1934 e il 1969 sulle Terze pagine del "Giornale d'Italia", del "Tempo" del "Giornale dell'Emilia", della "Gazzetta del Mezzogiorno" e di altre testate nazionali. Suddiviso in piccole aree tematiche il volume presenta fatti della vita reale e personaggi altrettanto veri, ma strambi, colti nei momenti in cui manifestano le loro stravaganze: estrosi barbieri, patetici pompieri esautorati sul campo per manifesta incapacità, "rudi artieri" che disertano bettole e cantine per frequentare l'Università Popolare, il cocchiere che discetta di "ermetismo" e dà il nome di 'Ungaretti' al vecchio cavallo, ladri di cocomeri, penitenti blasfemi, visionari in cerca di antichi tesori. Su di essi Zappone riversa la sua ironia e il suo umorismo da cui tuttavia trapela la pervasiva, insinuante e arruffata malinconia dell'autore alla disperata ricerca del tempo in cui l'uomo credeva alle favole e aveva altro cuore.
Il pane della Sibilla. Viaggio nei luoghi di Corrado Alvaro Zappone Domenico Salerno S. (Cur.) - Rubbettino, 2011 - Ss19
"Il pane della Sibilla" raccoglie venti articoli di Domenico Zappone apparsi su diverse testate nazionali tra il 1951 e il 1976, aventi come oggetto San Luca, città natale di Corrado Alvaro e persone e luoghi di quell'universo. Sono scritti da cui traspare la forte attrattiva che Alvaro esercita su Zappone e il comune rimpianto per un mondo "in cui l'uomo credeva nelle favole e aveva altro cuore". Sullo sfondo di luoghi e di paesaggi reali ma avvolti in un'aura da leggenda, ecco muoversi personaggi altrettanto veri ma sospesi nel tempo: i vecchi e reticenti "saggi" che a San Luca siedono sui gradini della chiesa come in un areopago; la madre di Alvaro con i suoi schivi silenzi e le sue sibilline allusioni; Giuseppe Musolino che in preda alle sue fantasticherie enigmatiche aspetta una nave nel manicomio di Reggio Calabria. Tra realtà e affabulazione, tra ironia e intensa partecipazione emotiva, Domenico Zappone offre qui lo spaccato di un mondo apparentemente distante, lontano, eppure a noi fin troppo vicino.