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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Eterotopie con argomento Donne
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Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791298639522 Black Metal
- 9791281860148 Perché raccontare storie nel XXI secolo
- 9791280336446 Svizzera
- 9791259855749 The most dangerous games. Gioca o muori
- 9791259521927 Acque agitate. Un viaggio intorno al Mar Nero
- 9791257910006 Fratello e sorella
- 9791256973286 In passing
- 9791256221691 Roma e la via delle spezie
- 9791256148035 Di fronte alla Cina
- 9791223801178 Se Dio vuole. E i Carabinieri lo permettono
Il fragile flagello. Una genealogia della trasgressione femminile Simone Maura - Mimesis, 2016 - Eterotopie
Attraverso l'analisi delle teorie e delle pratiche finalizzate a individuare e gestire l'eresia diabolica delle streghe e la contaminazione sociale derivata dalla prostituzione, la genealogia della trasgressione femminile lascia emergere, tra le pieghe dei processi storici, i rapporti di dominio che, nel principio della colpa irresponsabile, immanente nella donna e perciò inaccessibile all'esercizio della ragione e della volontà, trovano il loro principio giustificativo.
Sessismo democratico. L'uso strumentale delle donne nel neoliberismo Simone A. (Cur.) - Mimesis, 2012 - Eterotopie
Oggi nessuna agenzia sociale o istituzionale, così come nessuna forma di organizzazione dei saperi e della comunicazione di massa considera secondarie le donne. Sulle donne si organizzano master, corsi di formazione, campagne pubblicitarie e campagne antidiscriminazione. Delle donne si occupano il diritto, l'economia, la criminologia, la politologia, la comunicazione, il marketing etc. Eppure all'interno di queste pratiche e di questi discorsi la donna appare sempre come una "vittima", docile e subalterna, o al contrario come un'erinni dei giorni nostri "maschilizzata", aggressiva, violenta, spregiudicata. L'inclusione delle donne nella vita pubblica, insomma, è l'ultima frontiera del politically corred, ma sicuramente si organizza a partire da forme di produzione dello stigma che trasformano la differenza stessa in mero "differenzialismo", ovvero in un potere in cui le stesse donne vengono "oggettivate" e, contemporaneamente, "desoggettivate". Non si tratta, evidentemente, di sostituire il potenziale della differenza con la logica del ritorno all'eguaglianza, né tantomeno con la logica dell'emancipazionismo. Ciò che scompare da questo tipo di narrazioni, semmai, è proprio la complessità, nonché l'eccedenza, ovvero quel bisogno di non sganciare il corpo femminile dalla sua forma di vita, dalla singolarità della sua esperienza, che certo non può ridursi a mero "oggetto" del discorso pubblico o ad un "corpo sociale" identificabile attraverso le ripartizioni identitarie.