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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Il Diritto Tributario con argomento Processo Tributario

Prossime uscite su PROCESSO TRIBUTARIO

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  • 9788891616715 250 motivi di opposizione al processo tributario
LIBRO   9788813376703

La conciliazione nel processo tributario Bianchi Lorenzo   -  Cedam, 2021  -  Il Diritto Tributario

La conciliazione processuale tributaria è un istituto d'introduzione relativamente recente che, tuttavia, affonda le proprie radici in un risalente e tortuoso percorso evolutivo che ha segnato la crescente introduzione nella materia fiscale di figure deflative del contezioso. Dall'istituto storico del concordato, passando per il rinnovato accertamento con adesione, per giungere alla conciliazione e al reclamo-mediazione, il legislatore ha progressivamente superato una concezione autoritativa d'applicazione del tributo, basata su una rigida affermazione dell'indisponibilità di questo, per accogliere forme partecipate di attuazione dell'imposizione e di risoluzione del contrasto fiscale. Un tale progresso, non ancora stabilizzato, tuttavia, non impedisce alla conciliazione tributaria di subire ancor'oggi il condizionamento di ricostruzioni dicotomiche, apparentemente inconciliabili, del fenomeno impositivo, che riconducono l'oggetto del contrasto a situazioni giuridiche soggettive d'obbligazione o, al contrario, di potere impositivo. L'adesione ai poli di tale dicotomia (o il tentativo di superamento di essa) ha determinato inevitabili conseguenze sulla struttura e sulla natura dell'istituto (bilaterale o unilaterale, negoziale o d'accertamento), condizionando altresì le modalità dell'eventuale accordo e gli effetti sostanziali (novativi o modificativi) di esso. A tali complessità ricostruttive, che hanno inciso a fasi alterne anche sull'armonizzazione della disciplina della conciliazione con quella degli altri istituti deflativi, si aggiungono quelle che condizionano l'efficacia della figura. In particolare, quelle legate alle modalità di perfezionamento dell'accordo, oltre che al ruolo del giudice nella fase di mediazione. Quest'ultimo ha subito una costante svalutazione, non solo nell'ordinamento nazionale tributario, a favore di, solo parzialmente efficaci, momenti e strumenti stragiudiziali di autocomposizione del contrasto tra le parti. Nella prospettiva di un superamento di tali profili di criticità, il percorso evolutivo dell'istituto è oggi ripreso con la recente presentazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (P.N.R.R.), che ha determinato l'istituzione di una Commissione di studio prodromica alla predisposizione di un testo di legge di delega di riforma del processo tributario, finalizzato, nell'auspicio, anche alla maggior efficacia deflativa dell'istituto conciliativo e alla valorizzazione dei suoi principali elementi di potenzialità che si sono voluti rappresentare con quest'opera.

€ 32.00
LIBRO   9788813368883

La difesa tecnica nel processo tributario Nicòtina Ludovico   -  Cedam, 2020  -  Il Diritto Tributario

L'esercizio della difesa tecnica nel processo tributario, pur modellato sul L.NICOTINA ministero difensivo del rito civile - in base all'art. 30 della legge di delegazione n. 413 del 30 dicembre 1991 - se ne discosta sin dall'equivoca definizione, declinata in termini di assistenza tecnica. Da questo "peccato originale" discendono rilevanti e complesse conseguenze, che non è sempre agevole cogliere, in ordine al corretto atteggiarsi dell'esercizio del ministero difensivo nel rito in questione. Occorre, inoltre, tenere conto del peculiare riconoscimento dell'abilitazione alla difesa di categorie di soggetti che, di norma, non sono coinvolti nell'amministrazione giudiziale della giustizia, nonché del particolare atteggiarsi della difesa diretta, specie riguardo al soggetto esercente la pubblica funzione. Queste specificità, unitamente alla caratteristica impugnatoria del rito, assumono rilievo sotto molteplici aspetti e in particolare sotto quello, fondamentale, del conferimento dell'incarico e della sanatoria dei vizi dello stesso come, pure, degli atti introduttivi in prime cure e in appello. Vexata quaestio, quest'ultima, tuttora sostanzialmente irrisolta e tornata prepotentemente all'attenzione della giurisprudenza, per effetto delle modifiche agite, nel 2015, sull'art. 12 d.lgs. 546/1992. Un problema che ormai è necessario affrontare, anche alla luce della più recente e subentrata obbligatorietà del regime processuale telematico. Al contempo, il subingresso dell'Agenzia delle entrate riscossione, che dal 2017 svolge la funzione di soggetto attivo della riscossione medesima, in un rinnovato assetto organizzativo di natura pubblicistica, ha fomentato una giurisprudenza, incerta e discordante, riguardo alla difesa del nuovo agente in seguito alla sua metamorfosi. Senza pretese di esaustività, si esaminano, dunque, i principali dubbi e problemi che è necessario affrontare, muovendo dal corretto inquadramento della questione nell'ottica dell'affermazione del principio della parità tra le parti in giudizio. Affermazione tanto più necessaria giacché il rito, per sua natura, coinvolge una parte in condizioni d'innegabile supremazia sostanziale sull'altra, poiché esercita la pubblica funzione impositiva e/o riscossiva. Supremazia che non deve, però, trovare spazio in un giusto processo tributario.

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