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- 9791259992819 Fronti di carta
- 9788831200035 La cultura fotografica
Scritture dell'intimo. Confessioni, diari, autoanalisi Villoresi M. (Cur.) - Società Editrice Fiorentina, 2018 - Studi
Da oltre un decennio il Dottorato Internazionale di Italianistica tiene insieme, in un regime di stretta e proficua collaborazione, le Università di Bonn, Firenze e Parigi. Nel 2018, nell'arco di tre giornate (6-8 giugno), si è svolto a Firenze il XII Convegno che di anno in anno, alternando la città ospitante, riunisce docenti e dottorandi italiani, francesi e tedeschi intorno a un tema inerente il patrimonio culturale e letterario italiano. Per questa tornata, il titolo prescelto era il seguente: "Scritture dell'intimo. Confessioni, diari, autoanalisi". Firmati da Elisa Attanasio, Sara Colombo, Paul Geyer, Valeria Giannetti, Davide Luglio, Simone Magherini, Roberta Turchi, Marco Villoresi gli otto contributi riuniti in questo volume danno conto di quelle interessanti giornate di lavoro e illuminano a largo spettro il tema - tema che ha una lunga e vivace memoria critica alle spalle, come noto -, delineando limpide coordinate letterarie e storiografiche. Dislocati in un'area cronologica che va dal Medioevo all'Ottocento, i primi cinque saggi ruotano intorno ad autori canonici e di pregio come Petrarca, Pulci, Alfieri, Tommaseo, Nievo; si entra poi nel pieno Novecento con l'opera di Parise e si arriva alla contemporaneità con Moresco, per finire con un'analisi di marca più specificatamente linguistica che interpreta il concetto di autobiografia nell'ambito della glottodidattica.
La voce e le parole. Studi sulla letteratura del Medioevo e del Rinascimento Villoresi Marco - Società Editrice Fiorentina, 2016 - Studi
"Chi mi darà la voce e le parole?" Questo suggestivo verso del Boiardo viene enfaticamente riproposto dall'Ariosto. Tra i tanti legami che tengono ben stretti "L'Orlando innamorato" e "L'Orlando furioso", quel verso condiviso ci dice che la poesia cavalleresca gioca la sua partita artistica più importante nel rapporto di mutua collaborazione tra la voce e le parole. Ci dice, a noi che siamo abituati a leggerli in silenziosa solitudine, che questi testi hanno un'intima propensione alla resa spettacolare: vennero composti anche per essere cantati e, di conseguenza, ascoltati da un pubblico presente e partecipe, quello che, nelle sale di corte come nelle piazze, godeva dell'arte performativa dei cantastorie. I percorsi affrontati in questo volume, spesso disponibili alla divagazione, ci aiutano a osservare vasti orizzonti culturali e letterari. Incentrate sulla realtà fiorentina nel periodo che va dal tardo Trecento al primo Cinquecento, altre libere perlustrazioni ci orientano nei singoli generi (quello comico, oltre a quello cavalleresco), agevolano la mappatura di contenuti, modalità espressive e formali, consentono l'incontro con scrittori capaci di dare una forte impronta al codice letterario entro cui operano, come Burchiello e Andrea da Barberino. Viene più facile, poi, incontrare anche Pulci, Lorenzo o Machiavelli, riascoltare le loro voci, rileggere le loro parole.
Sacrosante parole. Devozione e letteratura nella Toscana del Rinascimento Villoresi Marco - Società Editrice Fiorentina, 2014 - Studi
Per rintracciare e far emergere i singolari legami tra devozione e letteratura, Firenze e la Toscana del Rinascimento risultano essere uno spazio territoriale e cronologico ideale, peraltro contraddistinto dalla presenza di grandi personalità religiose (sant'Antonino, san Bernardino da Siena, Savonarola ecc.). In particolare, sono gli anni della cripto-signoria medicea (1434-1494) a offrire una documentazione di rilievo, sia sul piano quantitativo che, talora, su quello qualitativo. Episodi di cronaca spirituale e di esperienza e pratica di culto favoriscono la creazione di testi di varia natura, specie in lingua volgare: laudi, sacre rappresentazioni, poemetti agiografici, rassegne di miracoli, celebrazioni di sacre reliquie ecc. Si tratta di un patrimonio ricchissimo e in gran parte trascurato, se non sostanzialmente negletto, dalle nostre storie letterarie: un patrimonio che, però, oltre a farci rileggere opere che recano firme di pregio della poesia italiana - si pensi a un Lorenzo de' Medici o a un Luigi Pulci -, consente di porre alla ribalta alcuni scrittori, come Feo Belcari e Castellano Castellani, come Lorenzo d'Albizo e Bernardo Giambullari, meritevoli di maggiore attenzione critica, invitandoci, infine, a fare la conoscenza di curiose figure di mestieranti, di improvvisatori e improvvisati compositori di rime, che pure seppero compiacere una larga parte del pubblico rinascimentale.