Libri di Mark Bowden
Bibliografia di Mark Bowden: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Saggi Stranieri EUROPA
Huê 1968. L'anno cruciale della sconfitta americana in Vietnam Bowden Mark - Rizzoli, 2018 - Saggi Stranieri
Il 1968 segnò un passaggio cruciale della storia moderna. E non solo per i moti studenteschi e gli omicidi di Martin Luther King e Robert Kennedy. In quell'anno, secondo il generale William Westmoreland, la guerra in Vietnam sarebbe dovuta entrare in una nuova fase, perché «le speranze del nemico erano alla fine». In un certo senso il comandante delle forze statunitensi aveva ragione, ma i piani dei Viet Cong non prevedevano la resa. La notte tra il 30 e il 31 gennaio, in corrispondenza del capodanno locale, il Fronte di liberazione nazionale diede il via a una vasta operazione militare divenuta celebre come offensiva del Tè't: alle due e trenta del mattino diecimila uomini scesero dalle montagne e conquistarono - oltre a centinaia di altri obiettivi considerati inespugnabili - la capitale intellettuale e culturale dei Paese, Huê. I comandi americani, però, rifiutarono di accettare la portata di una simile disfatta, e a lungo si ostinarono a mandare in avanscoperta piccole unità di marines, sistematicamente trucidati. Solo tempo dopo il tenente colonnello Ernest Cheatham avviò la riconquista della città, combattendo quartiere per quartiere. Ventiquattro giorni di scontri terrificanti, che alla fine costarono la vita a decine di migliaia di persone tra militari e civili. Quella di Huê fu di gran lunga la battaglia più sanguinosa dell'intera guerra, e cambiò per sempre l'approccio americano al conflitto: da allora, anziché di vittoria, si cominciò a parlare di disimpegno. Attraverso una mole di documenti senza precedenti e interviste a reduci di entrambi gli schieramenti, Mark Bowden ricostruisce con precisione ogni fase di quello scontro, raccontandoci un momento che cambiò per sempre il destino della guerra, e del mondo intero.
Killing Pablo Bowden Mark - Rizzoli, 2017 - Saggi Stranieri
Migliaia di morti. Una guerra civile senza fine. La discesa verso l'inferno di Pablo Escobar e degli americani che gli hanno dato la caccia | Pablo Escobar è stato il criminale più potente e pericoloso dell’ultimo mezzo secolo. Nato nel 1949 in un sobborgo di Medellín, in Colombia, passò in pochi anni dallo status di piccolo boss locale a quello di signore del narcotraffico planetario. Uccise capi della polizia, giudici, giornalisti, un candidato alla presidenza della Repubblica, si fece eleggere deputato, nel 1989 comparve al settimo posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo, abbatté un aereo di linea, arrivò a combattere una vera guerra non solo con il governo colombiano, ma anche con gli Stati Uniti e la Dea, l’agenzia antidroga statunitense. Quando, nel 1991, negoziò una sorta di armistizio, fu rinchiuso in una “prigione” più simile a una reggia che a un carcere di massima sicurezza (la Catedral: celle come suite di un hotel, piccole cabanas dove appartarsi con le ragazze, bar e discoteca utilizzati anche per ricevimenti di nozze…), da dove continuò a governare il mercato mondiale della cocaina. E quando, un anno dopo, Escobar decise di darsi alla macchia, l’obiettivo dei suoi avversari divenne uno solo: uccidere “il nemico pubblico numero uno”. In questo libro appassionante, Mark Bowden racconta la colossale caccia all’uomo che, dispiegando le più avanzate tecnologie militari e di intelligence, portò i soldati americani della segretissima Delta Force e le squadre speciali della polizia colombiana, agli ordini dell’incorruttibile colonnello Hugo Martinez, a stringere il cerchio attorno a Pablo. La sua storia vera – fondata su documenti segreti, intercettazioni telefoniche, interviste con i protagonisti – è un thriller emozionante, ma anche una parabola sugli inconfessabili intrecci fra potere economico, potere politico e potere criminale.
La Cattura Bowden Mark - Rizzoli, 2012 - Saggi Stranieri
A Jalalabad, in Afghanistan, un distaccamento delle forze speciali della marina americana si prepara a entrare in azione: controllano il funzionamento delle armi portatili, verificano l'efficienza dei collegamenti radio, provano i mirini laser e i visori notturni, regolano le cinghie di imbragature ed elmetti. A Washington, Obama riunisce nella Situation Room della Casa Bianca le massime cariche di esercito e servizi segreti per passare in rassegna un'ultima volta il piano d'assalto: per il prestigio del Paese e del suo governo la posta in gioco è colossale. È il 1 maggio 2011: dopo mesi di sorveglianza e dieci anni di indagini, analisi e preparativi sempre più sofisticati, due Black Hawk silenziati e verniciati di nero attraversano nel buio il confine del Pakistan verso Abbottabad per chiudere la caccia iniziata all'indomani dell'undici settembre. Meno di un'ora dopo, uno dei militari trasmette via radio il messaggio in codice: "Geronimo E.K.I.A." enemy killed in action. L'America ha ucciso bin Laden. In questo reportage, Mark Bowden ripercorre la coreografia dell'intervento. Attingendo a fonti esclusive presso Casa Bianca, Cia e Pentagono svela retroscena non solo dell'operazione ma della guerra al terrorismo: dalla "vena madre" di documenti rinvenuta nel "raid di Sinjar" del 2007 all'identificazione di un misterioso "Passeggiatore" dietro le mura di cinta del complesso di Abbottabad; dagli interrogatori dei prigionieri di Guantanamo alle simulazioni dei Navy Seals in Nevada.