Libri di Christian Frascella
Bibliografia di Christian Frascella: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana I Coralli Narrativa moderna e contemporanea (dopo il 1945)
Chi cerca i libri di Christian Frascella trova una voce originale della narrativa italiana contemporanea, capace di spaziare dal romanzo di formazione al noir metropolitano. Seguire i libri in ordine cronologico di Christian Frascella permette al lettore di osservare l'evoluzione stilistica di un autore che indaga con ironia e cinismo le fragilità umane e le contraddizioni della società moderna.
Biografia dell'autore
Christian Frascella nasce a Torino nel 1973. Esordisce nel mondo letterario dopo un percorso che lo porta a confrontarsi con diversi generi narrativi, consolidandosi come una delle penne più versatili della sua generazione. La sua scrittura è profondamente legata a un'osservazione lucida della realtà urbana, che rielabora con una cifra stilistica riconoscibile. Nel corso della sua carriera ha ottenuto diversi riconoscimenti, tra cui la selezione al Premio Strega, consolidando la sua posizione nel panorama editoriale italiano grazie a opere che intrecciano impegno civile e intrattenimento letterario.
Stile di scrittura
I libri di Christian Frascella si distinguono per una prosa asciutta, ritmata e spesso intrisa di un umorismo tagliente. L'autore è celebre per aver creato personaggi memorabili, come il detective privato Contrera, protagonista di una saga noir amata per l'umanità dei suoi fallimenti e l'ambientazione torinese che funge da specchio interiore. La forza narrativa di Frascella risiede nella capacità di fondere il giallo con il romanzo di formazione, portando il lettore a empatizzare con figure antieroiche che lottano contro le difficoltà quotidiane in contesti urbani complessi e realistici.
Il panico quotidiano Frascella Christian - Einaudi, 2013 - I Coralli
Durante un turno di notte in fabbrica, all'improvviso la paura. Proprio così, dal nulla. Come se gocciolasse dalla testa un brivido lunghissimo. E poi di colpo caldo, caldo fino quasi a smettere di respirare. Da quel momento il protagonista deve fare i conti con le crisi di panico, mentre la sua vita a poco a poco va in frantumi. Il suo rapporto con Lucia, il lavoro alla catena di montaggio, le amicizie: tutto salta in aria per il deflagrare continuo di quell'ordigno sempre innescato. Sarà l'incontro casuale con un anziano ex operaio e con uno psichiatra a spingerlo a risalire fino a monte quel fiume di terrore. Anche se farlo significherà scivolare spesso sul fango dei ricordi. Dopo aver raccontato con forza e leggerezza le emozioni adolescenziali, Christian Frascella torna con un romanzo in cui dimostra di avere la maturità, innanzitutto letteraria, per affrontare i propri fantasmi ed evocare quelli del lettore, in una seduta spiritica coraggiosa. Ci sono cose che puoi dire, e dire così, solo se le hai vissute.
La sfuriata di Bet Frascella Christian - Einaudi, 2011 - I Coralli
Bet non è bella ma fa tipo. È appassionata, grintosa e ha una lingua corrosiva. Ripete il terzo anno di liceo e abita in Barriera di Milano, un posto che si chiama così anche se si trova a Torino. Bet ce l'ha con il mondo. Con il padre, ex operaio ed ex sindacalista, che si è trasferito nella capitale. Con la madre, che non riesce a tenerle testa per quanto si sforzi, e con il passivo compagno di lei, Leonardo. Con il Guardone del palazzo, che la spia da dietro le tende. Con la scuola, che tenta di irreggimentarla. Con la gente, che ha perso la voglia di ribellarsi. E persino con se stessa. Perché si incolpa della tragedia che ha distrutto la sua famiglia. Bet non ce la fa proprio a frenare la lingua e a non dire quello che pensa. In modo ingenuo, a volte goffo, ma obbedendo a un istinto incontrollabile, perché vuole cambiare le cose. Prima si oppone allo sfratto di un'anziana signora, finendo in caserma. Poi cerca di aiutare Viola, una ventiduenne incinta dalla risata esplosiva, ma riesce a ficcarsi in un altro guaio. Infine, insieme al suo amico Andrea, organizza uno sciopero nella fabbrica dove la madre rischia il licenziamento. Ma la delusione e la rabbia per i soprusi subiti la spingono a un gesto impulsivo e lucidissimo, dagli effetti inarrestabili. Il ritratto di un'intera generazione precaria, incatenata e muta, che però non sa smettere di sognare.