Libri di Valentino Zeichen
Bibliografia di Valentino Zeichen: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Le Strade LETTERATURA E STUDI LETTERARI
Le poesie più belle Zeichen Valentino - Fazi, 2017 - Le Strade
«Presso tutti gli uomini», dice Omero nell'Odissea, «i poeti godono della massima venerazione e di rispetto, perché la Musa ha insegnato loro il canto e ha cara la stirpe dei poeti». Per quarant'anni Valentino Zeichen ha passeggiato pelle vie romane consapevole che i poeti non erano più venerati come al tempo dei greci, ma che, se fosse stato vivo, Omero lo avrebbe celebrato come un grande. Moravia non a caso l'aveva riconosciuto come «un Marziale contemporaneo» e altri nel tempo hanno definito questa figura di poeta sui generis «un libertino minimale settecentesco» (Ferroni), «un Gozzano dopo la Scuola di Francoforte» (Pagliarani). un neoclassico beffardo, un dandy, un flàneur, un neo liberty, un hidalgo. Oltre che grande poeta, Zeichen è stato un personaggio la cui vita e le cui opere sono già diventate leggenda insieme ai suoi sandali francescani e alla baracca dietro piazza del Popolo in cui, da austro-ungarico trasferitosi a Roma, ha vissuto nello «sdegnoso rifiuto di un qualsivoglia lavoro e con violenti attacchi alla civiltà dei consumi», come ha avuto modo di scrivere Valerio Magrelli. Non è vero quello che spesso hanno sostenuto i critici, e cioè che la "ragione" fosse unicamente al centro dei suoi componimenti. Al contrario. Valentino Zeichen ha messo subito a nudo il "cuore" in una delle sue prime poesie: «Presumibilmente, / sembro un poeta di alta rappresentanza / sebbene la mia insufficienza cardiaca ha per virtù medica il libro Cuore". E non è neanche vero che Zeichen fosse un antilirico. A riprova di ciò, basta leggere alcune sue poesie sulla madre. Evelina, e sulla fanciullezza passata a Fiume, per rendersi conto che nel suo caso l'etichetta di antilirico non ha alcun senso. Il problema di Valentino Zeichen è stato quello di essere un gigante in mezzo ai nani. Nel primo anniversario della morte, che il librò intende celebrare, si ricordi che questa notevole figura di poeta, che nei suoi versi importò anche temi difficili e raramente trattati come quelli riguardanti la geopolitica, la chimica e la scienza, sue grandi passioni, è sempre stata ignorata dai maggiori premi letterari. Fuor di polemica, con questo omaggio che intende raccogliere le sue poesie più belle, si vuole ricordare il poeta, l'amico e soprattutto un uomo che, con la sua coerenza intellettuale e il suo rigore, ha lasciato un segno indelebile nel mondo culturale italiano.
Il testamento di Anita Garibaldi Zeichen Valentino - Fazi, 2011 - Le Strade
Un omaggio alla donna che meglio e più significativamente ha saputo incarnare il sacrificio garibaldino. Scritto nel 1982, in occasione di un altro anniversario del nostro Risorgimento, "Il testamento di Anita Garibaldi" è un monologo che il poeta Valentino Zeichen ha voluto dedicare alla compagna di vita dell'Eroe dei due mondi. Nelle pagine di questo ritratto, Zeichen immagina gli ultimi momenti dell'esistenza di Ana Maria de Jesus Ribeiro da Silva, detta Anita, una ragazza del Sudamerica che si ritrovò a combattere per la causa italiana, sostenuta da un grande amore, un legame forte e totale, che solo la morte riuscì a spezzare. Nel 1849, nelle valli di Comacchio, durante la marcia forzata che seguì la caduta della Repubblica Romana, Anita morì incinta di cinque mesi a soli ventotto anni, dieci dei quali passati accanto a Garibaldi, che, in fuga verso la salvezza, disperato, fu costretto ad abbandonarne il corpo, così tanto amato in vita. Prefazione di Italo Moscati. Profilo biografico di Anita Garibaldi di Gabriella Bacelli.
Aforismi d'autunno Zeichen Valentino - Fazi, 2010 - Le Strade
Con questo libro, Valentino Zeichen sperimenta un genere nuovo, interamente formato da sostanza e pensiero, dall'autore stesso definito "intelligente". Composto pensando ai cambi di colore della natura in autunno, a metafora di una condizione esistenziale, trae ispirazione dalla profondità di Karl Kraus, dall'eleganza di Oscar Wilde nonché dalla raffinata leggerezza di Ennio Flaiano: questi, infatti, sono i principali modelli di riferimento per la raccolta nonché maestri in generale nell'arte di scrivere aforismi, forma per eccellenza di "intelligenza organizzata". Zeichen qui, ragionando unicamente di ciò in cui crede, e di ciò che pensa, arriva a un concentrato di parole che appaiono rimescolate in base a una chimica sofisticata che coinvolge prima di tutto la lingua: spesso oscura, talvolta più limpida, sempre icastica. Il risultato è una sorta di autoritratto intellettuale in cui è esplicitato il punto di vista dell'autore su temi importanti e definitivi quali il tempo come inganno, la letteratura come ispirazione, l'inevitabile passaggio delle stagioni. Tante le citazioni presenti fra le pagine e tanta l'autoironia per un'opera caratterizzata più che mai da uno stile improntato alla concisione e all'arguzia. Con questo libro, Valentino Zeichen dà prova di grande eclettismo: accanto a testi brevi, composti in un periodo precedente, troviamo testi più lunghi e altri persino narrativi per uno straordinario compendio di poetica saggezza.