Libri di Rossi Aldo
Bibliografia di Rossi Aldo: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Fuori Collana
Prossime uscite della collana Fuori Collana
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791282506021 Cronologia di una vita dal vivo
- 9791282485128 La grande meraviglia del Pollino. Ediz. illustrata
- 9791282485111 Il mondo è vostro. Crescere con l'intelligenza artificiale
- 9791282485104 Che emozione sei?
- 9791281956568 Radici di carta
- 9791281956490 La festa del mio temporale
- 9791281956483 Sicilia segreta. Atlante sentimentale dell'isola
- 9791281956346 Messina è una vertigine. Sopralluoghi e discorsi sul paesaggio
- 9791281936072 Il caso Charlie Kirk. Uno sparo dal buio
- 9791281936041 Miti e segreti del GP di Monaco
Sulle punte della forchetta. «Ragguazza i maccheroni, avviluppa e caccia giù» Rossi Paolo Aldo - Castel Negrino, 2021 - Fuori Collana
La forchetta è un utensile che serve per mangiare alcune pietanze (non certo quelle brodose... per le quali serve il cucchiaio), oppure per cuocere o cucinare il cibo. Il forchettone con due o più punte evita il contatto tra il cibo e le mani e questo ha a che fare (se lo si vuole) con l'igiene, ma serve, prima di tutto, a non ustionarsi durante la cottura e l'ingestione. In queste pagine si sosterrà che la forchetta individuale si imporrà in Italia nelle regioni in cui si mangiavano i maccheroni o la pasta asciutta. Nel volume si narrerà della forchetta dall'età antica a tutto il Medioevo fino al primo puntorio di legno che si trova in un testo della fine del XIII secolo, arrivando all'Umanesimo e al Rinascimento e a tutta l'età moderna. Si proseguirà con alcune leggende sulla pasta alimentare e su chi ha "inventato" la pastasciutta e si terminerà con cortesie o buone maniere a tavola, ossia il galateo.
Demo-crazia, polis, sovranità, diritto a giudizio Rossi Aldo - Edizioni Ets, 2024 - Fuori Collana
La tesi di questo saggio sostiene che la condizione umana discende dalla necessità che gli uomini nascano in un contesto sociale a loro preesistente e che, in tale contesto, essi producono le condizioni della loro esistenza secondo rapporti originariamente funzionali a tale scopo. In altre parole, l'essere umano in quanto tale è potuto sopravvivere in virtù di una legge inerente a tale contesto in quanto sua condizione ineliminabile. La "legge" di cui si parla, dunque, non è il tipo di legge emanata da un ordinamento giuridico imposto e creatore di diritto, ma si tratta semplicemente di condotte e comportamenti funzionali alla sopravvivenza della specie. La conclusione che se ne trae è che tutto il parlare di "diritti umani" è puro vaniloquio, dal momento che l'unico diritto originario non può che essere quello di esigere il rispetto delle condizioni alle quali l'essere umano è potuto accadere e sopravvivere. Seguendo questo filo argomentativo, si arriva a porre la questione nei seguenti termini. Tutto questo parlare sui "diritti umani", in realtà si risolve nella negazione dell'unico diritto che non può essere concesso, quello di vivere secondo la propria natura. Ma la questione così posta, obbliga a rispondere sul perché ciò possa essere avvenuto. La conclusione del saggio affida la risposta alla interpretazione di una osservazione kantiana sulla rotondità della terra, che, nella sua banale ovvietà nasconde il nucleo razionale in cui si risolvono tutte le aporie della prassi e del pensiero sull'argomento.