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- 9791259521088 Oro nero. L'età del carbone, dal 1750 ad oggi
Il fantastico e il soprannaturale nelle tradizioni germaniche medievali Fabbris G. (Cur.) Nichetti G. (Cur.) Salmoiraghi D. (Cur.) - Ledizioni, 2025 - Letteratura
La fascinazione per il fantastico - un universo meraviglioso che si affianca al reale - e il soprannaturale - che nel reale irrompe senza seguirne le regole - ha da sempre stimolato e influenzato la visione del mondo e le credenze di ogni popolo. Con la sua presenza permeabile in ogni area linguistica del Medioevo europeo, la rappresentazione letteraria di atti eroici ed eventi miracolosi, esperienze metafisiche e incontri con il paranormale offre un campo di indagine ideale per l'analisi filologia e linguistica. In virtù della varietà culturale e della polifonia linguistica che caratterizzano le realtà che lo compongono, il Medioevo germanico ha costituito un periodo particolarmente intenso per la produzione di testi in grado di indagare il fantastico e il soprannaturale da differenti prospettive. I saggi raccolti nel presente volume impiegano una varietà di approcci (filologia, linguistica, critica letteraria) per indagare il tema del fantastico e del soprannaturale in diverse aree del Medioevo germanico, offrendo spunti interdisciplinari e valorizzando nuove prospettive di ricerca.
Carteggio di gioventù 1943-1950 Bufalino Gesualdo Romanò Angelo Zago N. (Cur.) - Giometti & Antonello, 2026 - Letteratura
Due coetanei, il brianzolo Angelo Romanò e il siciliano Gesualdo Bufalino, si conoscono durante i pochi mesi del corso allievi ufficiali, a Fano. Dopo l'8 settembre del 1943, ancora sotto le armi, sbandati (Romanò, più fortunato, nascosto a casa dei genitori, Bufalino alle prese coi rischi della clandestinità tra Friuli ed Emilia Romagna, finché la tisi non lo costringe a ricoverarsi all'ospedale di Scandiano, da dove si traferirà poi in un sanatorio vicino Palermo), avviano un carteggio di rara intensità sia umana che letteraria. Parlano delle loro vite ancora irrisolte, delle loro personali inquietudini, della malattia, dando all'epistolario un sapore di diario intimo con forti venature religiose (seppure problematiche, soprattutto nel caso di Bufalino). E parlano dei tanti libri letti e da leggere (o da scrivere: Romanò è già un promettente critico letterario), mostrando una formidabile capacità di annettersi progressivamente un vastissimo territorio di cultura, italiano e straniero, che nel caso di Bufalino riguarda anche la musica, la pittura, il gioco degli scacchi. Romanò, da critico di razza qual è, destinato a un'importante carriera, si rende subito conto che Bufalino possiede insolite, autentiche qualità di scrittore (le sue lettere sono spesso dei veri e propri «poemetti in prosa») e lo fa esordire nei giornali a cui collabora, esortandolo a continuare... Il disincanto esistenziale di Bufalino è però così profondo da spingerlo, anche dopo la guarigione, a rinunziare, almeno in pubblico, a ogni ambizione letteraria, a rinchiudersi nel guscio protettivo della sua provincia iblea di «lune dolci» (ne riemergerà solo nel 1981, con un romanzo, "Diceria dell'untore", «previsto» in qualche misura da Romanò, che è uno dei capolavori del tardo Novecento). La scelta di Bufalino fu forse una delle cause - accanto al divaricarsi della sensibilità dei due interlocutori - della fine, intorno al 1950, di un sodalizio che era stato esclusivamente epistolare. Già uscito nel 1994 in una elegante edizione non venale, peraltro esaurita da tempo, questo importante e suggestivo "Carteggio di gioventù (1943-1950)" viene riproposto, adesso, dalla Giometti&Antonello per una più ampia fruizione.
Int e paîs Fabbro Amalia - Geap, 1988 - Letteratura
Int e paîs - GEAP