Libri di
Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Giometti Antonello pubblicati nella collana Letteratura
Prossime uscite di
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791259521088 Oro nero. L'età del carbone, dal 1750 ad oggi
Dialogo sulla musica moderna. Carteggio. Scritti di Busoni con annotazioni inedite di Schönberg Busoni Ferruccio Schönberg Arnold - Giometti & Antonello, 2025 - Letteratura
Ferruccio Busoni (Empoli, 1866 - Berlino, 1924), oltre che compositore (celeberrime le sue trascrizioni da opere di Bach), è fra i più grandi virtuosi della tradizione pianistica europea, ed è stato anche saggista e pubblicista di notevole rilievo. Arnold Schönberg (Vienna, 1874 - Los Angeles, 1951) è il compositore che, fra i primi e con maggior forza, ha operato una vera e propria rivoluzione nel panorama della musica classica, introducendovi l'atonalità e il metodo dodecafonico. Il confronto fra i due avviene, in questi scritti, sia in un appassionante faccia a faccia epistolare, sia in forma di chiosa e commento, nella parte centrale del testo, in cui pubblichiamo per la prima volta in italiano le annotazioni che Schönberg fece all'"Abbozzo di una nuova estetica della musica", il trattato musicologico più celebre e importante di Busoni. Chiudono il volume i più significativi saggi musicologici e storico-critici di Ferruccio Busoni, che viene così recuperato al ruolo centrale nella cultura italiana che gli spetta.
Nella zona interdetta Hartlaub Felix - Giometti & Antonello, 2023 - Letteratura
Il volume raccoglie i diari di guerra che Felix Hartlaub, scrittore tedesco nato a Brema nel 1913 e dato per morto nel 1945, redasse durante il secondo conflitto mondiale mentre era arruolato nelle truppe della Wehrmacht. Figlio di un importante storico dell'arte, Gustav Friedrich Hartlaub, che era stato estromesso dai suoi incarichi museali nel '33 dal regime nazista con l'accusa di «bolscevismo culturale», venne dapprima arruolato come soldato semplice, poi operò a Parigi come esaminatore degli archivi francesi, quindi fu di nuovo combattente in Romania, e infine direttore, fino al marzo del 1945, della sezione incaricata di redigere i diari di guerra nei quartieri generali di Vinnycja, di Rastenburg e di Berchtesgaden. Venne a trovarsi dunque all'interno del quartier generale del Reich, la «zona interdetta» cui nessun esterno poteva accedere, e da cui lo sguardo impersonale e auto-annientante di Hartlaub ci reca testimonianze che hanno la forza delle cose stesse, e da un certo punto di vista ci ricordano il concetto di «nuova oggettività» che era stato coniato proprio dal padre. Felix, nell'aprile del 1945, venne richiamato nei corpi combattenti per l'ultima battaglia di Berlino, e di lui non si seppe più nulla. Diversi anni dopo se ne stabilì la morte presunta attribuendola a quella circostanza.
Carteggio di gioventù 1943-1950 Bufalino Gesualdo Romanò Angelo Zago N. (Cur.) - Giometti & Antonello, 2026 - Letteratura
Due coetanei, il brianzolo Angelo Romanò e il siciliano Gesualdo Bufalino, si conoscono durante i pochi mesi del corso allievi ufficiali, a Fano. Dopo l'8 settembre del 1943, ancora sotto le armi, sbandati (Romanò, più fortunato, nascosto a casa dei genitori, Bufalino alle prese coi rischi della clandestinità tra Friuli ed Emilia Romagna, finché la tisi non lo costringe a ricoverarsi all'ospedale di Scandiano, da dove si traferirà poi in un sanatorio vicino Palermo), avviano un carteggio di rara intensità sia umana che letteraria. Parlano delle loro vite ancora irrisolte, delle loro personali inquietudini, della malattia, dando all'epistolario un sapore di diario intimo con forti venature religiose (seppure problematiche, soprattutto nel caso di Bufalino). E parlano dei tanti libri letti e da leggere (o da scrivere: Romanò è già un promettente critico letterario), mostrando una formidabile capacità di annettersi progressivamente un vastissimo territorio di cultura, italiano e straniero, che nel caso di Bufalino riguarda anche la musica, la pittura, il gioco degli scacchi. Romanò, da critico di razza qual è, destinato a un'importante carriera, si rende subito conto che Bufalino possiede insolite, autentiche qualità di scrittore (le sue lettere sono spesso dei veri e propri «poemetti in prosa») e lo fa esordire nei giornali a cui collabora, esortandolo a continuare... Il disincanto esistenziale di Bufalino è però così profondo da spingerlo, anche dopo la guarigione, a rinunziare, almeno in pubblico, a ogni ambizione letteraria, a rinchiudersi nel guscio protettivo della sua provincia iblea di «lune dolci» (ne riemergerà solo nel 1981, con un romanzo, "Diceria dell'untore", «previsto» in qualche misura da Romanò, che è uno dei capolavori del tardo Novecento). La scelta di Bufalino fu forse una delle cause - accanto al divaricarsi della sensibilità dei due interlocutori - della fine, intorno al 1950, di un sodalizio che era stato esclusivamente epistolare. Già uscito nel 1994 in una elegante edizione non venale, peraltro esaurita da tempo, questo importante e suggestivo "Carteggio di gioventù (1943-1950)" viene riproposto, adesso, dalla Giometti&Antonello per una più ampia fruizione.