Libri di Francis Fukuyama
Bibliografia di Francis Fukuyama: tutti i libri in vendita online pubblicati nella collana Utet
Il liberalismo e i suoi oppositori Fukuyama Francis - Utet, 2022 - Utet
C'era una volta la guerra fredda, quando il liberalismo era la bandiera dell'Occidente. Poi c'è stata la "fine della storia", quando il liberalismo sembrava poter conquistare tutto il globo. Poi c'è stata l'amara disillusione, quando la crisi delle democrazie occidentali e l'ascesa della Cina sembravano indicare come vincenti modelli illiberali. Oggi, l'invasione dell'Ucraina da parte del regime di Putin ha improvvisamente rimesso all'attenzione di tutti quei valori, princìpi, istituzioni delle democrazie liberali per cui vale la pena di combattere, non solo metaforicamente. Con la capacità di identificare il nucleo teorico incandescente che fa muovere le placche tettoniche dell'attualità globale, Francis Fukuyama ha scritto il libro che spiega a tutti noi perché, nonostante i difetti e le deviazioni di percorso, il liberalismo è ancora la guida giusta per le democrazie occidentali, che devono difenderlo non solo a livello geopolitico, ma anche nel dibattito delle idee. Sono stati molti, infatti, in questi anni, gli oppositori del liberalismo. Da sinistra, si è denunciato a gran voce che non ha saputo tenere fede alle sue premesse e, in nome del primato dall'autonomia personale e della libera scelta, ha finito per creare sperequazioni economiche e un individualismo feroce, accentuando le differenze interpersonali e tra i singoli stati, dividendo il globo in cittadini di serie a e serie b. Allo stesso tempo, lo stato di diritto, la libertà di parola e l'indipendenza dei giudici sono stati attaccati da destra per la loro ingerenza nella politica e nella società, insinuando che gli organi liberali non siano altro che uno strumento in mano ad affaristi e speculatori, destinato a indebolire lo stato. È arrivato dunque il momento di abbandonare i valori liberali alla base dei moderni stati occidentali? Il liberalismo è davvero un'ideologia antiquata e consunta che non riesce a rispondere alle sfide contemporanee? O vale la pena difenderne i princìpi fino al punto di tornare a una contrapposizione globale tra regimi liberali e regimi illiberali? Attraverso la brillante ricostruzione dello sviluppo del pensiero liberale, dei suoi pregi e dei suoi limiti, Francis Fukuyama delinea un orizzonte politico in cui le democrazie sono chiamate a un rinnovamento profondo, necessario alla sopravvivenza del sistema occidentale e quindi alla salvaguardia delle nostre libertà.
La fine della storia e l'ultimo uomo Fukuyama Francis - Utet, 2020 - Utet
Fin dalla sua prima apparizione nel 1992, "La fine della storia e l'ultimo uomo" ha infiammato il dibattito pubblico. Prendendo spunto da questo libro diventato immediatamente incandescente (o, forse, solo dal suo titolo provocatorio), si interpretava l'attualità: la caduta del muro di Berlino aveva davvero posto fine allo scontro ideologico decretando la definitiva vittoria delle democrazie liberali? La direzione su cui procedeva la Storia umana era ormai canalizzata e irreversibile? Per decenni, giornalisti, storici e politologi hanno gareggiato nel fornire prove che confutassero questa tesi. Da un colpo di stato in Perù a una fase transitoria di stagnazione economica mondiale, fino agli attentati dell'11 settembre 2001, decine di esempi sembrarono smentire le argomentazioni di Fukuyama. Credendo di contestare l'idea di fondo del libro, in molti lo hanno citato e criticato, anche se forse solo in pochi lo avevano letto e compreso appieno. Perché in questo volume, rimasto nei decenni come un classico del pensiero politico, Fukuyama non si limita ad analizzare la fine dei regimi autoritari che devastarono il ventesimo secolo, ma tenta di delineare i nuovi, possibili pericoli che in futuro avrebbero minacciato la stabilità dell'ordine democratico. Nazionalismo e sovranismo, fondamentalismo religioso e progresso scientifico avrebbero messo l'ultimo uomo di fronte a una nuova sfida, non più legata all'assetto economico sociale scelto dalle istituzioni, ma a un ben più profondo bisogno di riconoscimento identitario. Un'idea visionaria. Una sfida a cui, a quasi trent'anni di distanza, tutti i governi liberali sembrano non aver ancora trovato una soluzione. «Confrontarsi con La fine della storia» infatti, sottolinea Gianfranco Pasquino nella nuova prefazione, «obbliga a riflessioni approfondite che sentiamo, oggi più di ieri, indispensabili, urgenti, feconde.» Con e-book scaricabile fino al 30 giugno 2020.