Libri di Fabio Macioce
Bibliografia di Fabio Macioce: tutti i libri in vendita online editi da Giappichelli con argomento Diritto Filosofia Giurisprudenza e filosofia del diritto
Prossime uscite su DIRITTO FILOSOFIA
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791256083176 Diacronia. Rivista di storia della filosofia del diritto (2024). Vol. 2
- 9788833792637 Il mare, il pirata, il diritto. Una ricerca di filosofia del diritto internazionale
Una filosofia della laicità Macioce Fabio - Giappichelli, 2007 - Recta Ratio. Testi E Studi Fil. Dir. V
La laicità, tornata ancora una volta al centro dei dibattiti politici e filosofici, viene oggi intesa per lo più come un principio che implica, sul piano politico, l'irrilevanza pubblica dell'esperienza religiosa, e sul piano giuridico la ricerca di un diritto il cui fondamento si esaurisca entro lo spazio delineato dall'accordo tra i soggetti, e che rifiuti il riferimento ad ogni dimensione di valore precedente al diritto stesso, e dunque vincolante e fondante per esso. Tuttavia, da un lato si osserva con sempre maggiore evidenza quanto sia vano pretendere che i soggetti suddividano la propria identità in quote pubbliche e quote private, e che rinuncino ad agire sulla scena pubblica anche come individui religiosamente orientati; e dall'altro, la ricerca di un diritto assiologicamente neutrale si rivela non solo autocontraddittoria, ma tale da ridurre le scelte normative al semplice esito di procedure incapaci di gestire la complessità delle nostre società. La laicità allora - e tale è l'ambizione del presente lavoro - va meglio compresa in modo da renderla compatibile con una ricerca pubblica e cooperativa del bene, con la compresenza di più comunità religiosamente qualificate, e con scelte normative il cui contenuto non sia dettato unicamente dalla forza dei numeri o dalle pressioni dell'economia, ma da un attento apprezzamento dei valori inevitabilmente in gioco.
Ordine pubblico e autodeterminazione Macioce Fabio - Giappichelli, 2010 - Recta Ratio. Testi E Studi Fil. Dir. Vi
L'ordine di una società non si dà mai come mero coordinamento fra piani di vita che restano, gli uni per gli altri, reciprocamente irrilevanti; l'ordine è tale solo se postula, come sua base, una autentica integrazione fra i singoli, intorno al senso delle pratiche socialmente rilevanti. Ed un ordine di tal fatta, mi sembra, non può che darsi nella storia e nello strutturarsi di una tradizione, alla cui determinazione provvede la riflessione che la comunità compie continuamente su sé stessa, argomentando pubblicamente intorno al senso che le pratiche sociali veicolano. Proprio in rapporto a tale funzione integrativa dell'ordine pubblico, ovvero alla sua capacità di dare ordine e forma alla molteplicità dei piani di vita individuali, si comprende come tale concetto possa essere proficuamente utilizzato per delimitare i confini dell'autodeterminazione soggettiva; confini che oggi - e la cronaca giudiziaria ce ne dà continua notizia - sembrano sempre più sfuggenti e labili.