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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Polistampa con argomento Olivo
La coltivazione degli olivi (rist. anast. Brescia, 1808) Arici Cesare - Polistampa, 2009
Riproduzione anastatica del volume La coltivazione degli olivi di Cesare Arici (per Nicolò Bettoni, Brescia 1808) conseguita alla perdita del raro esemplare esistente nella Biblioteca dei Georgofili. Il volume, insieme ad altre preziose opere antiche sull'olivo (pubblicate fra il 1500 ed il 1800), era stato richiesto in prestito ai Georgofili per esporlo nella mostra Tierras del Olivo organizzata dalla Fundación El Legado Andalusí di Granada. In quell'occasione si sviluppò un incendio accidentale che danneggiò alcune delle opere esposte e distrusse completamente il volume di Arici. In attesa di poter riacquistare una delle pochissime copie presenti in Italia, i Georgofili hanno ritenuto opportuno realizzare l'edizione diffondendo così la conoscenza di un'opera rara di grande interesse storico.
Olivo, olivicoltura, olio di oliva. Guardando al futuro Alpi A. (Cur.) Nanni P. (Cur.) Vincenzini M. (Cur.) - Polistampa, 2021 -
L'olivo, l'olivicoltura e l'olio di oliva rappresentano settori d'interesse dei Georgofili fin dagli albori dell'Accademia. Con l'avvio del terzo Millennio le nuove problematiche che connotano tutto il mondo dell'agricoltura e i nuovi contesti in cui gli olivicoltori si trovano a operare impegnano il mondo della ricerca di fronte a nuove sfide. Con questa consapevolezza l'Accademia ha inteso raccogliere aggiornate trattazioni facendo tesoro di contributi che provengono dalla poliedrica base di competenze culturali e scientifiche dei propri accademici. Si tratta di contributi di sintesi che intendono rivolgersi a un pubblico vasto, per fornire conoscenze validate dal lavoro scientifico ma esposte in modo da renderle punto di riflessione anche al di fuori degli addetti ai lavori dei singoli settori. Ma c'è un filo rosso che lega il senso di questa pubblicazione e che ha animato il lavoro dei Georgofili: la dedica a Franco Scaramuzzi. A Franco ci si è rivolti come ci si rivolge a un maestro che, se autentico, non rappresenta mai un capitolo del passato, ma un interlocutore presente con il quale si rimane sempre in dialogo esplicitamente o implicitamente.