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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Bollati Boringhieri con argomento Lettera Ai Romani
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Il tempo che resta. Un commento alla «Lettera ai Romani» Agamben Giorgio - Bollati Boringhieri, 2000 - Saggi.Storia, Filosofia E Scienze Sociali
Se è vero che ogni opera del passato giunge alla piena leggibilità solo in determinati momenti della sua storia, per le Lettere di Paolo l'ora sembra venuta. A uno dei testi più commentati della tradizione occidentale Agamben restituisce quel rango messianico che solo può riorientare la prospettiva di una interpretazione ormai bimillenaria. Paolo non fonda una religio dell'universale, non annuncia una nuova identità e una nuova vocazione, ma revoca ogni identità e ogni vocazione; non abolisce la Legge, ma la dispone a un uso che si colloca al di là di ogni diritto. Cuore del messianismo - dall'evangelo paolino fino alle tesi Sul concetto della storia di Benjamin, che talora ne nascondono gli splendidi calchi - è una esperienza del tempo affidata all'inversione del rapporto tra passato e futuro, tra memoria e speranza. Come tempo di ora, segmento di tempo profano teso fra la resurrezione di Gesù e l'eschaton apocalittico, il tempo messianico si costituisce in figura stessa del tempo presente, di ogni presente. Sul canone di «ricapitolazione vertiginosa» che appartiene al messianico è modellato anche l'andamento del libro di Agamben: una sapienza esegetica da biblista si trasfonde nelle illuminazioni del filosofo che interroga Paolo a partire da Schmitt, Kafka e Scholem, e che sa cogliere nella parola paolina, attraverso Lutero, le ascendenze concettuali della dialettica hegeliana.
Il tempo che resta. Un commento alla «Lettera ai Romani» Agamben Giorgio - Bollati Boringhieri, 2026 - Opere Di Giorgio Agamben
Se è vero che ogni opera del passato giunge alla piena leggibilità solo in determinati momenti della sua storia, per le Lettere di Paolo l'ora sembra venuta. A uno dei testi più commentati della tradizione occidentale Agamben restituisce quel rango messianico che solo può riorientare la prospettiva di una interpretazione ormai bimillenaria. Paolo non fonda una religio dell'universale, non annuncia una nuova identità e una nuova vocazione, ma revoca ogni identità e ogni vocazione; non abolisce la Legge, ma la dispone a un uso che si colloca al di là di ogni diritto. Cuore del messianismo - dall'evangelo paolino fino alle tesi "Sul concetto della storia" di Benjamin, che talora ne nascondono gli splendidi calchi - è una esperienza del tempo affidata all'inversione del rapporto tra passato e futuro, tra memoria e speranza. Come tempo di ora, segmento di tempo profano teso fra la resurrezione di Gesù e l'eschaton apocalittico, il tempo messianico si costituisce in figura stessa del tempo presente, di ogni presente. Sul canone di «ricapitolazione vertiginosa» che appartiene al messianico è modellato anche l'andamento del libro di Agamben: una sapienza esegetica da biblista si trasfonde nelle illuminazioni del filosofo che interroga Paolo a partire da Schmitt, Kafka e Scholem, e che sa cogliere nella parola paolina, attraverso Lutero, le ascendenze concettuali della dialettica hegeliana.