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Coordinamento pedagogico e servizi per l'infanzia Catarsi E. (Cur.) - Edizioni Junior, 2010 - Biblioteca Scienze Dell'infanzia
Il coordinamento pedagogico costituisce uno strumento fondamentale per consentire ai servizi per l'infanzia di avere una loro continuità di esperienza e quindi di compiere un salto di qualità. La presenza di questa struttura di tipo tecnico, fra l'altro, favorirebbe in maniera consistente la prospettiva dell'integrazione dei servizi per l'infanzia e di quelli educativi più in generale, unitamente al miglioramento della loro qualità ed efficienza. L'esigenza di un coordinamento organico fra le diverse strutture formative pubbliche - e oggi anche private - è stata rilevata, d'altra parte, anche a livello internazionale. Acquisita questa consapevolezza, comunque, il raggiungimento di buoni risultati non può essere dato per scontato, vista la difficoltà di individuare con precisione le caratteristiche di questa nuova professionalità. Per questo motivo, il volume intende contribuire alla definizione delle funzioni del coordinatore, la cui professionalità appare, in effetti, incerta e difficile, poiché si fonda su competenze quanto mai diversificate, che si riferiscono ad aspetti fondamentali della vita del nido. In ogni caso, la struttura del coordinamento pedagogico e la figura del coordinatore sono elementi essenziali per la costruzione di un sistema integrato dei servizi per l'infanzia che - rispondendo ai bisogni dei bambini e delle loro famiglie - possa dare un contributo importante al processo di crescita e di modernizzazione di questo nostro paese.
Oltre le mura. L'infanzia e la scoperta degli spazi pubblici in città Cardarello R. (Cur.) Pintus A. (Cur.) - Edizioni Junior, 2019 -
Che cosa s'intende per "spazio pubblico"? Come partecipano a tale spazio i bambini e le bambine? Quali sono i modi in cui l'infanzia vive gli spazi pubblici, soprattutto quelli urbani? Che cosa si può fare perché anche i bambini si approprino degli spazi pubblici? Il volume cerca di dare risposta a questi interrogativi raccogliendo le riflessioni sviluppate durante i seminari che hanno accompagnato il progetto di ricerca europeo BRIC (Childhood, Public Spaces and Democracy) che ha coinvolto, per l'Italia, i servizi educativi per l'infanzia dell'Unione dei Comuni della Bassa Reggiana (ASBR). Filo conduttore del testo è la consapevolezza che l'educazione e la cura dei bambini e delle bambine coinvolgono un'ampia platea di soggetti (educatori, insegnanti, famiglie, amministratori), la cui interazione dinamica definisce i campi d'esperienza che vengono vissuti nei contesti urbani. In questo senso, è forte la denuncia del progressivo impoverimento dell'esperienza educativa offerta all'infanzia nelle nostre città. Anche la più elementare conoscenza dei luoghi - che deriva dal camminare, dall'andare, dal sostare e incontrare passanti e cittadini - sembra divenuta eccezionale e l'ambiente urbano appare uno scenario sempre più immateriale o virtuale della vita infantile. Si può ancora affermare, in questo scenario, che la città sia quel luogo dove un bambino o una bambina, attraversandola, scopre cosa vuol fare da grande? L'auspicio pedagogico che risalta - anche alla luce dell'evidenza empirica documentata - è che gli spazi pubblici urbani tornino a essere, o diventino, accessibili e aperti, in qualche misura anche rischiosi, per garantire ai bambini e alle bambine l'esperienza della scoperta e la costruzione di un autentico sentimento dei luoghi e della cittadinanza. E che ciò si realizzi attraverso la presenza mediatrice degli adulti. Nel caso dei bambini la cittadinanza non è rinviata nel tempo, e dunque di fatto negata, se perseguita anche ricorrendo a inevitabili forme della mediazione adulta, perché in definitiva tale mediazione assume, né più né meno, i connotati propri dell'educazione.