Libri sulla Bosnia
Saggi, reportage, racconti e testi sulla storia della Bosnia ed Erzegovina
La pace fredda. È davvero finita la guerra in Bosnia Erzegovina? Con DVD-ROM Cortesi Andrea Leone Luca - Infinito Edizioni, 2019 - Orienti
"La pace è fredda perché la guerra è ancora calda. Basta esaminare l'apartheid ancora dominante nel sistema scolastico o il rifiuto di una memoria non dico condivisa ma almeno solidale e rispettosa. Basta osservare il disinteresse delle autorità alla richiesta di giustizia che ancora si leva dalle donne sopravvissute allo stupro. Con la giustizia non si fanno soldi e non si ottiene consenso: col clientelarismo e la corruzione sì". (Riccardo Noury) Nel novembre del 1995 gli Accordi di Dayton hanno fermato la guerra in Bosnia Erzegovina, ma non hanno costruito una vera pace. Un quarto di secolo dopo la fine del conflitto del 1992-1995 uno scrittore, un cooperante e una film-maker sono andati alla ricerca dei testimoni del conflitto, le stesse persone che, dopo la firma degli accordi di pace, si sono rimboccate le maniche per cercare di ricostruire un Paese che invece è diventato prigioniero di nazionalismi, corruzione, povertà e odi instillati a tavolino, in una società duramente messa alla prova da lutti e abbandono. Jovan Divjak, Pero Sudar, Amor Masovic, Stasa Zajovic, Bakira Hasecic, Kanita Focak, Jacob Finci, Dervo Sejdic e tanti altri testimoni raccontano senza nulla tacere la guerra, il ritorno alla pace, le difficoltà, le speranze e le delusioni della Bosnia Erzegovina, ma anche della Serbia, di oggi. Da Sarajevo a Bratunac, via Belgrado, da Visegrad a Srebrenica, le voci dei protagonisti si rincorrono, superando le appartenenze culturali, per raccontare le tragedie individuali e familiari. Un quarto di secolo dopo, la Bosnia Erzegovina ha ancora attaccato alle caviglie il peso incalcolabile del conflitto, che la sta facendo sprofondare sempre più in basso. Sul presente e sul futuro si addensano nere nubi. Eppure, stando a sentire i protagonisti di questo lavoro, c'è ancora qualcosa che instilla una speranza di cambiamento nei bosniaco-erzegovesi. Prefazione di Riccardo Noury. Introduzione di Michele Buono. Postfazione di Giorgio Graziani.
Requiem per la Bosnia Castellaro Barbara - Infinito Edizioni, 2019 - Orienti
"Ho visto che cosa può fare la guerra, ho visto come un uomo può, quasi per capriccio, cancellare intere generazioni di propri simili e questo mi ha sconvolta. Ho visto anche, però, una tenacia, una dignità, una voglia di ricominciare che non credevo possibile trovare. La guerra ha ucciso, distrutto, dilaniato e che cosa ha ottenuto? Che sulle rovine un uomo si mettesse a suonare con il suo violoncello una musica che ha del divino e dell'umano al tempo stesso. Che sui muri coperti di buchi, una mano appoggiasse un vaso pieno di gerani o facesse arrampicare un roseto. Che i colpi di mortaio si trasformassero in rose con una colata di vernice rossa. Che i bambini tornassero a inseguire un pallone senza paura in una piazza polverosa e che i vecchi riprendessero la loro infinita partita a scacchi". Un reportage profondo e prezioso per aprire una finestra alla scoperta di cos'è stata, cos'è e forse potrà essere la Bosnia Erzegovina, quel piccolo Paese sul crinale tra Occidente e Oriente, nel centro martoriato dell'Europa. "Per raccontare il grumo d'emozioni, gioie e dolore che pesano nell'anima della gente che abita e abitava quelle regioni occorrono sensibilità e coraggio, un grande cuore e una mente lucida". (Paolo Siccardi)
Zelenkovac. Un'altra Bosnia Erzegovina. Con DVD Canepa Daniele Fiorato Luca Giuseppone Michele - Infinito Edizioni, 2015
Zelenkovac è un eco-villaggio in legno e pietra fondato nel 1985 dal pittore Borislav "Boro" Jankovic ed è diventato, dopo la guerra del 1992-1995, un'oasi di pace nella quale persone appartenenti ai tre gruppi nazionali maggioritari della Bosnia Erzegovina (musulmani, serbo-bosniaci e croato-bosniaci) e i visitatori provenienti dai cinque continenti si ritrovano per ascoltare musica, scambiarsi esperienze e dialogare liberamente in mezzo alla natura delle montagne incantate della Bosnia. Zelenkovac sembrava un'utopia, ma oramai è una solida realtà. Nata per non darla vinta agli estremisti nazionalisti, che cercano di fomentare l'odio tra i tre gruppi nazionali maggioritari; per non darla vinta ai disfattisti che dicono: "Tanto non cambia nulla"; per non darla vinta ai tanti criminali di guerra arricchitisi alle spalle di migliaia di vittime trovatesi a combattere un conflitto senza nemmeno capirne il perché; per non darla vinta a una classe dirigente che non è interessata a far emergere il potenziale di una terra, la Bosnia Erzegovina, impregnata di storia e di cultura.