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- 9791223271544 L'impatto della scienza sulla società
Della misura dell'acque correnti-Alcuni opuscoli filosofici Castelli Benedetto Ricciardo S. (Cur.) - Morcelliana, 2018 - Biblioteca Degli Scienziati Religiosi
"La prima delle opere presentate in questo volume, 'Della misura dell'acque correnti' (1628), segna l'inizio del periodo più importante della vita di Benedetto Castelli (1577/78-1643), il primo dei discepoli diretti di Galileo e fondatore di una scuola che ebbe tra i suoi allievi matematici e filosofi del calibro di Evangelista Torricelli, Bonaventura Cavalieri e Giovanni Alfonso Borelli. Originario di Brescia, dopo essere entrato nell'ordine benedettino cassinese Castelli si trasferì a Padova, dove conobbe il maestro e iniziò a collaborare con lui dapprima alle indagini astronomiche e successivamente agli studi sul galleggiamento dei solidi. Questi ultimi lo condussero ad approfondire le tematiche oggetto del trattato sulle acque correnti, la cui pubblicazione seguì di poco il suo trasferimento a Roma alle dipendenze dei Barberini e la nomina alla cattedra di matematica della Sapienza. Durante la lunga permanenza alla corte papale, durata pressoché fino alla morte, Castelli conservò sempre il desiderio di tornare in Toscana per riavvicinarsi a Galileo. Almeno in un caso agì concretamente in questa direzione, incontrando l'opposizione di Urbano VIII e soprattutto del potente cardinal nipote Francesco Barberini. 'Della misura dell'acque correnti' rappresenta un esempio particolarmente significativo dell'applicazione della matematica alla fisica posta da Galileo al centro della nuova scienza del moto, ma Castelli seguì il maestro anche sul versante più strettamente filosofico, condividendo con lui la concezione corpuscolare della materia e la nuova concezione delle qualità sensibili presente nel 'Saggiatore' (1623). Tematiche, queste, che trovano sviluppo negli 'Opuscoli filosofici', presentati qui in un'edizione critica. Scritti nella seconda metà degli anni Trenta e pubblicati postumi nel 1669 per iniziativa del principe Leopoldo de' Medici, essi testimoniano il tentativo del discepolo di ampliare l'orizzonte delle dottrine e del metodo del maestro, nonostante il particolare clima culturale instauratosi all'indomani del processo e della condanna del 1633." (Il curatore)
Lo spazio. Un contributo alla teoria della scienza Carnap Rudolf Pettoello R. (Cur.) Latronico G. (Cur.) - Morcelliana, 2009 - Filosofia
La "scoperta" delle geometrie non-euclidee e la Teoria della relatività di Einstein costrinsero scienziati e filosofi a prendere posizione e a rivedere radicalmente le loro categorie di pensiero. Ne derivò un dibattito accesissimo, al quale parteciparono gli esponenti più significativi sia della scienza sia della filosofia dei primi decenni del XX secolo. Uno dei temi al centro della discussione era la natura dello spazio. Il giovane Carnap vi si inserì con autorevolezza grazie a questo breve scritto, nel quale si proponeva di analizzare i vari significati di spazio, convinto com'era che l'inconciliabilità delle posizioni in conflitto fosse dovuta al fatto che "dalle differenti prospettive si parla di oggetti molto differenti". L'interesse di questo testo per il lettore odierno è molteplice. Da un lato esso è uno splendido esempio di come scienza e filosofia possano proficuamente incontrarsi; dall'altro ci mostra un Carnap nella sua fase di apprendistato, già padrone degli strumenti scientifici necessari ad affrontare un tema scottante come quello dello spazio, ma ancora incerto su quale prospettiva filosofica fare propria.