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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Raccolto con argomento Teatro Popolare

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  • 9791280663351 La rivoluzione cubana
  • 9791256213108 Stato avanzato
  • 9791223274248 Pompei. Una città romana
  • 9788899029821 Le identità
  • 9788894710007 Antonio Mancini nella collezione del Museo dell'Ottocento. Ediz. illustrata
  • 9788884356383 Verso un mare che non ho visto. Toward a Sea I've Never Seen
  • 9788868516949 Il giro d'Europa in aereo
  • 9788868027254 La rivoluzione cubana. Le origini del socialismo latinoamericano. Nuova ediz.
  • 9788867185214 La dichiarazione dell'Avana
  • 9788865673287 La bestia del nord
LIBRO   9788887724585

Il palcoscenico insegna. Milano, l'Umanitaria, il Teatro del Popolo Colombo Claudio A.  Scarpellini Emanuela   -  Raccolto, 2011  -  Società Umanitaria

La Scala. La Rai. Il Piccolo Teatro. Il Nuovo Canzoniere Italiano. Sono solo alcuni dei soggetti con cui è venuto a contatto il Teatro del Popolo dell'Umanitaria durante gli anni della sua programmazione (1911-1967), quando i maggiori artisti e musicisti - da Arturo Toscanini a Victor De Sabata, da Rosina Storchio a Francis Poulenc, da Bela Bartók a Lyda Borelli, da Arturo Benedetti Michelangeli a Sem Benelli - non perdevano l'occasione di esibirsi davanti alle moltitudini immense che ne affollavano le sale: fosse il palcoscenico del "capannone" di via Fanti (un ex stabilimento industriale, poi distrutto nel 1943), il proprio Salone degli Affreschi, oppure il palco riadattato nelle sedi rionali (grazie ad un innovativo sistema teatrale decentrato), o ancora il salone del Regio Conservatorio o dei maggiori teatri cittadini, che negli anni sentirono il dovere morale di affiancare l'Umanitaria nella sua opera di educazione dei lavoratori: "andare alla plebe e farla elevare a popolo". Il Teatro del Popolo rimane un unicum, un'esperienza grandiosa non solo per il panorama artistico di Milano, ma per l'Italia e per l'Europa, proprio perché nel corso del tempo ha rappresentato uno spartiacque, un punto di non ritorno, un modo nuovo di sentire e fare arte. Prefazione di Giuliano Pisapia. Introduzione di Piero Amos Nannini. Intervento di Sergio Escobar.

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