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I libri da risma. Catalogo delle edizioni Remondini a larga diffusione (1650-1850) Carnelos Laura - Franco Angeli, 2008 - Studi E Ricerche Di Storia Dell'editoria
Nel 1751 i maggiori editori italiani del XVIII secolo, i Remondini di Bassano, definivano "da risma" quei libri a basso impegno finanziario destinati ad una larga diffusione e venduti in media a 12 lire ogni cinquecento fogli. Il Guerrin Meschino, il Fior di Virtù, i Conti fatti, la Dottrina cristiana sono solo alcuni titoli dei libretti d'uso comune che sono stati ristampati per più di due secoli su carta di scarsa qualità e smerciati a pochi soldi soprattutto tramite il commercio ambulante. Pur essendo diffusi in tutta la società di antico regime, spesso questi erano i soli prodotti a stampa che capitavano in mano ai ceti più popolari. La manifattura grossolana, le note tipografiche incomplete e le rozze xilografie caratterizzano questo tipo di materiale di poco conto destinato ad essere tramandato, prestato, letto fino all'usura. In alcuni casi, infatti, ne sopravvive solo una breve citazione a documentarne l'esistenza. A partire da un catalogo del 1729 finora sconosciuto, sono stati raccolti oltre seicento titoli di libri da risma pubblicizzati dai Remondini fino al momento della liquidazione della ditta. Ne sono state descritte le edizioni bassanesi ad oggi conservate con la localizzazione in Italia e fuori ed è stata fornita una nota sulla fortuna dell'opera. Il catalogo dei libri da risma testimonia libri e letture della quotidianità dal XVII al XIX secolo.
Catalogo storico delle edizioni Interlinea. I primi 25 anni di libri (1992-2016) Curini A. (Cur.) - Franco Angeli, 2017 - Studi E Ricerche Di Storia Dell'editoria
All'inizio degli anni '90 due giovani novaresi hanno cercato un senso e uno spazio nell'interlinea lasciata vuota dai titoli di tanti e grandi cataloghi editoriali, riscoprendo inediti di narratori e poeti italiani dell'800 e '900, aprendo la prima collana letteraria europea dedicata al Natale, offrendo uno spazio diverso alla critica letteraria, proponendo storie per primi lettori stampate su carta ricavata dalle alghe e puntando sulla qualità di autori e illustratori soltanto italiani. Come scrive lo storico dell'editoria contemporanea Gian Carlo Ferretti nel saggio introduttivo, nel catalogo storico di Interlinea, fondata a Novara da Roberto Cicala e Carlo Robiglio, siamo di fronte a «una casa editrice di frontiera, giovane e matura, il cui marchio, e nome, vuole proprio indicare quasi letteralmente il proposito di coprire lo spazio bianco tra le due righe, di pubblicare ciò che la grande editoria sottovaluta, ignora o rifiuta. Interlinea trova così la sua prima identità in una orgogliosa marginalità, in una forte e feconda appartenenza regionale e piemontese, proiettata verso il mondo» fra i piccoli libri poetici di Vanni Scheiwiller e la progettualità intellettuale cara all'Einaudi, da cui ha avuto molte collaborazioni, che vanno da Dionisotti a Carena, all'interno di una rete di consulenti e autori che hanno creato l'immagine culturale di un sigla indipendente di qualità, da Maria Corti a Sebastiano Vassalli, da Emanuele Luzzati a Luciano Erba. Con una serie di utili indici che permettono una lettura trasversale a vari livelli delle collane, dei temi, della cronologia e degli autori, il catalogo è lo specchio della piccola editoria di progetto italiana che contrasta la crisi accompagnando il rispetto filologico per una classica cura redazionale del testo alla declinazione digitale dei formati all'avanguardia e alla comunicazione on line e social, mantenendo al centro del discorso la parola e la lettura come valore inalienabile. Presentazione di Giorgio Montecchi.