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Libro quarto: Procedimenti speciali art. 703-705. Procedimenti possessori Carratta A. (Cur.) - Zanichelli, 2018 - Commentario Codice Di Procedura Civile
Gli art. 703, 704 e 705 del codice di procedura civile si occupano della disciplina dei procedimenti possessori o, per meglio dire, dei procedimenti speciali per la tutela giurisdizionale del possesso. All'analisi di questa disciplina è dedicato il presente volume, con l'obiettivo di approfondire le numerose e complesse questioni che l'interpretazione e la concreta applicazione di queste disposizioni ha fatto sorgere sia nel dibattito dottrinale che nella prassi giurisprudenziale. In effetti, nonostante il succedersi di due modifiche legislative (nel 1990 e nel 2005), forse non adeguatamente meditate, molti degli aspetti propri dei procedimenti a tutela del possesso continuano a generare incertezze e contrasti interpretativi. Dalla definizione del loro ambito applicativo (le domande di reintegrazione e di manutenzione nel possesso, di cui agli art. 1168 e 1170 del codice civile), alla loro piena utilizzabilità nei confronti della Pubblica Amministrazione, alla loro articolazione interna e al possibile utilizzo della procedura arbitrale, agli strumenti dell'esecuzione forzata utilizzabili, all'efficacia dell'interdetto possessorio e ai rimedi esperibili nei suoi confronti, ai rapporti della tutela possessoria con le azioni nunciative e con la tutela petitoria. Emerge la consapevolezza che, per ragioni diverse, nel nostro ordinamento continua a rimanere irrisolta l'annosa questione di un'articolazione dei procedimenti possessori idonea a contemperare la tutela, necessariamente urgente, delle situazioni possessorie con la salvaguardia delle legittime pretese petitorie.
Commentario del codice di procedura civile. Libro primo: disposizioni generali art. 112-120. Poteri del giudice Carratta Antonio Taruffo Michele Chiaroni S. (Cur.) - Zanichelli, 2011 -
Dei "poteri del giudice", oggetto di questo volume del Commentario, si occupa il Titolo V del Libro I del codice, nell'ambito delle disposizioni generali sul nostro processo civile. L'obiettivo del legislatore, chiaramente espresso nella Relazione al codice del 1940 (par. 13), è di recepire "come affermazioni di principio, gli aforismi dell'antica sapienza: "ne procedat iudex ex officio; ne eat iudex ultra petitum partium; iudex secundum allegata et probata decidere debet" e, al contempo, di delimitare l'estensione dei "poteri del giudice" al fine di assicurare che, nel loro esercizio, essi si armonizzino pienamente con alcune delle fondamentali prerogative processuali delle parti. Lungo queste direttrici si dipana l'ordito del commento degli articoli ricompresi in questa parte del codice. E così, dalla "norma-manifesto" dell'art. 112, con cui si apre il Titolo V, sul dovere del giudice di pronunciare la sua decisione in corrispondenza con quanto chiesto in giudizio dalle parti, si passa alla puntuale riaffermazione nel codice del principio costituzionale di legalità, già ricavabile dal combinato disposto degli art. 24, 1° comma, e 101, 2° comma, Cost., e al dovere per il giudice di fare applicazione, nel decidere la controversia, delle "regole di diritto", con la conseguente residualità ed eccezionalità del ricorso al canone decisorio di equità, pure ammesso dagli art. 113 e 114 del codice.
ART. 75-81. Parti Corsini Filippo - Zanichelli, 2016 - Commentario Codice Di Procedura Civile
Gli art. 75-81 cod. proc. civ. disciplinano la capacità processuale, la rappresentanza processuale (legale, organica, volontaria), la nomina di un curatore speciale e la sostituzione processuale. Il testo di queste norme è rimasto sostanzialmente inalterato dal 1940, non essendo stato interessato dallo stillicidio di riforme che hanno riguardato il codice di rito, specie negli ultimi due decenni. Essendosi nel frattempo sensibilmente evoluto il contesto socio-economico, è inevitabile che non trovino compiuta disciplina nuovi centri di imputazione di diritti soggettivi emersi nella prassi e che talvolta neppure sono esaustivamente regolamentati dal codice civile e dalle leggi speciali. A ciò si aggiunga che gli art. 75 e segg. cod. proc. civ. sono stati concepiti nell'ottica di un processo di matrice esclusivamente individuale, mentre la più moderna tecnica processuale ricorre, sempre più frequentemente, a forme di tutela giurisdizionale di interessi collettivi o diffusi, che pongono peculiari problematiche. Questo libro si propone di risolvere tali ed altre più tradizionali questioni, attraverso un'attenta analisi del dettato normativo e degli orientamenti giurisprudenziali (fino alla sentenza di Cass., sez. un., n. 2951/2016), muovendo dai risultati cui la dottrina classica è giunta quanto all'inquadramento sistematico degli istituti disciplinati dagli art. 75-81 cod. proc. civ., al loro oggetto e alla loro funzione.