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Mezzogiorno 1943. Esercito e società De Prospo Mario - Aracne, 2013 - Quaderni Della Fondazione Luigi Salvator
L'8 settembre del 1943 è una data che ha segnato un decisivo spartiacque nelle vicende della storia italiana. A qualche settimana dal crollo del ventennale regime fascista, il gruppo dirigente monarchico-militare, a cui sono state affidate le sorti del paese, gestisce con titubanza e indecisione l'uscita dalla guerra. Il risultato è una catastrofe che fa disgregare nel giro di poche ore le forze armate e buona parte dell'apparato istituzionale. Peculiari, ma studiate solo in parte, sono le vicende dei reparti del Regio Esercito che al momento della resa, si trovano nel Mezzogiorno continentale della penisola, stretti tra gli sbarchi alleati e l'accanita resistenza della Wehrmacht in ritirata. A partire dalla ricostruzione di alcuni dei molteplici destini toccati in sorte agli uomini in grigio-verde dislocati nell'area, in questo saggio viene impostato un percorso di ricerca che ha l'obiettivo di analizzare il rapporto tra la società delle regioni meridionali e le pubbliche autorità, nel corso dei critici mesi tra 1943 e 1944, durante i quali le vicende belliche e politiche mettono in discussione l'esistenza di uno stato unitario, almeno così come è esistito fino a quel momento.
Considerazioni geografiche sulle interazioni tra strutture materiali e virtuali nel Mezzogiorno D'aponte Viviana Gasparini M. Laura - Aracne, 2008 -
Considerazioni geografiche sulle interazioni tra strutture materiali e virtuali nel Mezzogiorno - Aracne
Risvegli. Scenari geopolitici di un Mezzogiorno «possibile» D'aponte T. (Cur.) - Aracne, 2013 - Geografia Economico-Politica
I contributi scientifici raccolti tentano di rappresentare i differenti scenari geopolitici che compongono il caleidoscopio in cui si articola il Mezzogiorno contemporaneo, lasciandovi trasparire antiche resistenze e innovative opportunità di "risveglio" sociale, non disgiunto da significative prospettive di crescita economica endogena. Ne emerge un'immagine inconsueta delle opportunità di ricomposizione virtuosa dell'economia meridionale, per più versi debole, ma parimenti ricca di fermenti. Attraversata da significative esperienze d'innovazione ed esemplare presenza di iniziative di straordinaria eccellenza. Esperienze e territori inusuali nella lettura del tradizionale meridionalismo e, tuttavia, germe da cui potranno prendere consistenza, attraverso intelligenti ed attente politiche d'incentivazione, innovative iniziative di gemmazione e propagazione virtuosa di sviluppo sociale. Nella prospettiva di un contemporaneo, auspicabile, "risveglio" del capitale sociale endogeno, leva insostituibile per un Mezzogiorno "possibile".