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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Il Saggiatore con argomento Dali Salvador
La mia vita con Dalí Lear Amanda - Il Saggiatore, 2023 - La Cultura
«Da questo momento non ci lasceremo mai, lo sa?» Con queste parole Salvador Dalí saluta Amanda Lear dopo il loro primo pranzo insieme a Parigi. Si erano conosciuti soltanto la sera prima, un giorno d'ottobre del 1965, in un ristorante di rue Princesse: lei giovane studentessa di Belle Arti che aveva da poco cominciato a posare come modella per pagarsi l'affitto e le lezioni di disegno; lui genio indiscusso del surrealismo all'apice del successo internazionale. Le prime impressioni che l'artista sortisce su Amanda Lear non sono affatto lusinghiere, lo considera presuntuoso nei suoi modi cerimoniosi e ridicolo con quei suoi baffi impomatati, ma il fascino che emana la sua figura, la sua estrema vitalità, il suo modo di osservare la realtà finiscono per conquistarla. «Lei ha proprio un bel cranio» sarà il primo, bizzarro complimento che le rivolgerà: nessuno le aveva mai detto che aveva un bel cranio. Comincia così una relazione che durerà più di quindici anni: Amanda Lear diventerà per Salvador Dalí una «musa», un «angelo», un «papavero orientale» da proteggere, amare e trasfigurare nei suoi dipinti. "La mia vita con Dalí" racconta questa storia: l'incontro tra due destini che hanno saputo sconcertare il mondo, che lo hanno reso più visionario, che hanno cambiato il modo di pensare la parola «amore».
Perverso e paranoico. Scritti 1927-1933 Dalì Salvador Descharnes R. (Cur.) - Il Saggiatore, 2017 - La Cultura
"Perverso e paranoico" raccoglie i testi che Salvador Dali scrisse negli anni trenta, i più decisivi per la definizione della sua poetica surrealista e per la sua maturazione artistica. Ne nasce l'autoritratto della più grande «mente immaginativa del secolo scorso», che illumina di luce nuova le sue opere - ma anche il suo pensiero sul rapporto fra arte e politica, sul sesso e sulla religione, sulla scienza e sulla psicoanalisi -, l'amicizia con Luis Bunuel e Federico Garcia Lorca, il tormentato sodalizio artistico con i surrealisti e la passione per il cinema e la fotografia. L'ossessione, il sogno, l'estasi, il delirio: l'irrazionalismo è il più fertile dei fattori espressivi e creativi grazie al metodo paranoico-critico, vera e propria chiave di volta del percorso di Dali. Nel suo universo artistico ogni rigida distinzione intellettuale, ogni comoda categoria pratica, persino il più ovvio rapporto di causa-effetto sembra implodere e dichiararsi «altro» da sé. L'inorganico trapassa improvvisamente nell'organico, istinto sessuale e istinto alimentare si fondono, mentre Freud e Einstein vengono eletti degni successori di maghi e alchimisti per aver dimostrato - ciascuno a modo suo - che la materia è instabile. Ci vuole un «genio» - un genio che, inutile dirlo, Dali identifica con se stesso - per portare a termine l'aspirazione alchemica prima: mostrare, proprio attraverso una radicale, mistica trasmutazione della materia, come sia possibile perseguire un analogo cambiamento di coscienza: un'«estasi», cioè uno stato nel quale «ogni giudizio cambia in modo sensazionale», e da cui solo può sgorgare l'arte.
Rompere le regole Dalì Salvador - Il Saggiatore, 2024 - La Piccola Cultura
Basta un paio di baffi per fare la rivoluzione. Per rompere le regole di tutto quello che è ordinario, di tutto quello che è venuto prima e di tutto quello che sarà. Basta un paio di baffi al mondo per dire: «Sono Salvador Dalí e salverò l'arte». Salvador Dalí, un artista poliedrico ed esuberante, che non ha avuto paura di esporsi e sperimentare pur di riuscire a esprimersi, pur di mostrare e liberare la parte più vera di sé. Quando rompere le regole diventa un elemento imprescindibile della propria esistenza, tutti i commenti, i giudizi di chi non comprende passano in secondo piano, scalzati dall'urgenza di agire in nome di qualcosa di più grande. In "Rompere le regole" i pensieri e le riflessioni di Dalí ci rivelano la sfrontatezza necessaria per andare oltre e lasciare un segno, perché solo spingendosi al limite, solo sperimentando l'inesplorato, si può raggiungere l'arte più viva, la vita più vera.