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Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Rubbettino con argomento Letteratura
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- 9791282636117 Forgotten World. Il circo dei dimenticati. Vol. 1
- 9791282609012 La pittura di Wanda Guanella. L'arte per imparare a vivere. Ediz. illustrata
- 9791282494182 Irlanda. Piccolo atlante della felicità
- 9791282115254 La vita è un'altalena. Ediz. a colori
- 9791281940178 Da quale parte del mare
- 9791281881075 Controcorrente
- 9791281658097 Il dono di Natale
- 9791281618688 Se non lo vedo non ci credo
- 9791281409293 Ribellioni. Conversazioni femministe tra sociologia e storia
- 9791281389144 Napoli-Capri 900
La memoria e l'invenzione. Presenza dei classici nella letteratura spagnola del Novecento. Atti del convegno (Salerno, 6-7 aprile 2006) D'agostino M. (Cur.) De Benedetto A. (Cur.) Perugini C. (Cur.) - Rubbettino, 2007 - Collana Scientifica Univ. Di Salerno
Il rapporto dialettico con i classici, nel caso degli scrittori spagnoli del Novecento, si è caratterizzato non solo per una rinnovata ispirazione alle tradizionali fonti ispaniche del Medioevo e del Siglo de Oro, ma anche per il ciclico ritorno alla classicità greco-romana e ai testi biblici, nonché per una inesausta volontà di dialogo fra generazioni contigue e all'interno di una stessa generazione d'appartenenza, in un fitto scambio di dediche, prologhi, elogi, corrispondenze epistolari, al punto che a un canone fissato dalla tradizione si va affiancando un "canon en fieri que es el construido por los escritores que hablan los unos de los otros" (José Carlos Mainer). Il Congresso internazionale "La memoria e l'invenzione. Presenze dei classici nella letteratura spagnola del Novecento", svoltosi nell'ateneo di Salerno nei giorni 6 e 7 aprile del 2006, è stato il felice punto d'incontro di tanti studiosi italiani e spagnoli che, con le relazioni qui riunite in volume, hanno fatto il punto della questione e contribuito alla sistemazione di un tema vastissimo e affascinante, cercando, ciascuno nel proprio ambito, di dare una risposta all'aspirazione infinita dei moderni di incontrare il proprio passato e, forse, di riconciliarsi con esso.
L'epistolario di Pier della Vigna D'angelo E. (Cur.) - Rubbettino, 2014 - Fonti E Studi. Nuova Serie
La collana "Fonti e Studi", nuova serie, del Centro Europeo di Studi Normanni (CESN), si apre con il cosiddetto "Epistolario di Pier della Vigna". Silloge "postuma", l'"Epistolario" è documento di eccezionale rilievo per la storia e la cultura dell'autunno del Medioevo europeo, di una stagione cioè di contraddizioni tra il dissolversi del vecchio mondo e il lento affacciarsi del nuovo, di scontro tra le ormai declinanti 'potestà universali', Impero e Papato, e di affermazione sulla scena di nuovi protagonisti, Regni e Comuni. Federico II, signum contradictionis, di quel tempo travagliato fu interprete, magnifico e tragico, avendo al suo fianco Pier della Vigna - giurista, letterato ed eminente personaggio di corte - che tenne "ambo le chiavi del cor di Federigo", fin quando, accusato di tradimento, pose fine, col suicidio, ai supplizi inflittigli. L'Epistolario rappresenta una delle summae più importanti dell'epistolografia medievale e della cosiddetta ars dictandi, ed è insieme l'ipostasi di quello stilus supremus, scintillante arma delle cancellerie imperiale e pontificia negli interminabili duelli politico-teologici. L'edizione odierna colma il vuoto lamentato già novant'anni fa da Ernst Kantorowicz, che definì "compito massimo della medievalistica la sua edizione".
La strada, la Cina, il cielo. Studi sulla «Relatio» di Odorico da Pordenone e sulla sua fortuna romanza Andreose Alvise - Rubbettino, 2012 - Medioevo Romanzo E Orientale. Studi
Dopo il 1318, il francescano Odorico da Pordene partì alla volta della Cina. Attraversò l'Armenia e la Persia, circumnavigò l'India, l'Indonesia e l'Indocina, visitò la Cina meridionale e settentrionale, giungendo tra il 1324 e il 1326 nella residenza dell'imperatore mongolo presso Cambalec (l'attuale Pechino). Ritornato in Italia prima del maggio 1330, dettò a un confratello il resoconto delle sue esperienze in Oriente, noto generalmente come "Relatio". Per la ricchezza dei suoi contenuti, l'opera godette fin da subito di grande fortuna e fu tradotta nelle più importanti lingue dell'Europa medievale. I saggi raccolti nel presente volume mirano a fare chiarezza su alcuni aspetti della genesi e della trasmissione del testo, analizzando nella fattispecie i processi di rielaborazione a cui fu sottoposto in ambito francese (Jean le Long, Jean de Mandeville) e italiano.