Libri di

Bibliografia di : tutti i libri in vendita online editi da Meltemi con argomento Fotografia

Prossime uscite su FOTOGRAFIA

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9791220029643 Sottopelle. Ediz. italiana e inglese
  • 9788894499544 Marks hurt no more
  • 9788894434033 Jardin. Ediz. illustrata
  • 9788894434019 Buscando a Bolívar. Ediz. inglese e spagnola
Forme dell'impronta. Brandt, Cartier-Bresson, Doisneau, Stieglitz, Strand libro
-5%
LIBRO   9788883537806

Forme dell'impronta. Brandt, Cartier-Bresson, Doisneau, Stieglitz, Strand Floch Jean-Marie  Mangano D. (Cur.)   -  Meltemi, 2018  -  Biblioteca/Semiotica

La fotografia è sempre stata un oggetto teorico dispettoso: paradossale e sfuggente. Da un lato il suo rapporto con la cosiddetta realtà, dall'altro il suo controverso statuto estetico, e su tutto il suo enorme valore sociale. Una sola cosa si può dire con assoluta certezza: produce senso. Un punto di partenza per questo libro, che ha come obiettivo descrivere i meccanismi che lo rendono possibile, indagando la relazione che si istituisce fra visibile e intelligibile. È un'altra semiotica della fotografia quella che qui Floch teorizza e mette in pratica, che non va a caccia di essenze ma di dispositivi, lasciando che emergano dalle immagini. Cinque capolavori la cui analisi diventa non una caccia ai significati, ma una teoria del fotografico: "Fox-terrier sul Pont des Arts" (1953) di Robert Doisneau, "L'arena di Valencia" (1933) di Henri Cartier-Bresson, "Il ponte di terza classe" (1907) di Alfred Stieglitz, "La cancellata bianca" (1916) di Paul Strand, "Nudo" (1952) di Bill Brandt. In appendice, un saggio che, discutendo a proposito di un museo della fotografia, solleva una questione attualissima: l'esposizione, e dunque la visione, delle fotografie.

€ 12.00 € 11.40
Il sogno dell'immagine. Per un'archeologia fotografica dello sguardo. Benjamin, Rauschenberg e Instagram libro
-5%
LIBRO   9788855190572

Il sogno dell'immagine. Per un'archeologia fotografica dello sguardo. Benjamin, Rauschenberg e Instagram Fiorentino Giovanni   -  Meltemi, 2019  -  Nautilus

La fotografia è un medium, l'estensione sensoria del corpo, una protesi per vedere diversamente, una macchina inconscia che produce rappresentazione automatica. Oggi, nella sua dimensione digitale, si presenta sempre più come straordinario artificio in grado di ridisegnare la vita quotidiana e gli ambienti di vita. In questo volume, secondo una prospettiva che innesta la ricerca mediologica su quella storico-archeologica, si indaga la natura del medium, la sua storia, la sua trasformazione tecnologica, dal dagherrotipo a Instagram, dal collodio umido a Pinterest, dalle cartes de visite a Facebook. Organizzato in tre parti, nella prima il volume esprime un approccio mediologico e visuale. Ripartendo dalla natura difficilmente controllabile di un mezzo di comunicazione che ha vissuto importanti metamorfosi, smaterializzandosi nel presente digitale, si propone una sorta di iconologia critica che ragioni sulla specificità del medium e sulla sua inafferrabilità semiotica. Nella seconda parte, i saggi propongono i tratti di una genealogia occidentale che, attraversando due secoli, segna la fondamentale continuità della traiettoria fotografica in un più ampio contesto mediale, dall'analogico al digitale, dalla reflex allo smartphone, con un salto quantitativo, e relazionale, legato alle trasformazioni più recenti. Infine nella terza parte diventa protagonista la relazione culturale tra fotografia e società italiana: dai sogni cinematografici alla denuncia sociale del dopoguerra, dalla Polaroid di Moro e gli anni Settanta ai territori della moda degli anni Ottanta e Novanta, la fotografia, secondo luoghi e tempi diversi, tra locale e globale, diventa un punto di snodo fondante per ragionare sull'identità del nostro Paese.

€ 18.00 € 17.10
LIBRO   9788883533655

L'occhio che uccide. La fotografia e la guerra: immaginario, torture, orrori Fiorentino Giovanni   -  Meltemi, 2004  -  Le Melusine

Oggi l'occhio fotografico non è solo quello del reporter incollato all'evento, modello Robert Capa: è l'occhio comune, voyeurismo e affetti, turismo e stereotipo, esotismo e controllo, ricordo e tortura, possesso e bisogno morboso di contemplare. Abbiamo consumato lo spettacolo della guerra, siamo passati alle stragi, alle torture, ai rapimenti e agli sgozzamenti mediatici. Da una parte la manutenzione della paura dall'altra la costruzione delle sicurezze passano a colpi di video digitali e comunicati in rete. Ma i media hanno memoria corta: il rapporto guerra-fotografia attraversa coerentemente il Novecento, tranne nascondersi nelle pieghe della storia e scomparire dalla scena mediale.

€ 14.00
disp. incerta
ACQUISTA