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Da Caporetto a Vittorio Veneto Volpe Gioacchino Ungari A. (Cur.) - Rubbettino, 2018 - Saggi
Ripubblicare oggi il volume di Gioacchino Volpe dedicato alla disfatta di Caporetto e alla ripresa italiana che portò all'affermazione di Vittorio Veneto non vuol dire soltanto riportare all'attenzione dei lettori un classico della storiografia italiana arricchito, in questa edizione, da importanti inediti dell'autore. Il vero e attualissimo interesse di questo volume è nel tentativo di Volpe di analizzare la severa sconfitta dell'ottobre 1917 dalla prospettiva del «fronte interno», per creare un approfondito saggio storico-sociologico dell'Italia in guerra. Da questa visuale Caporetto appare a Volpe come l'effetto del distacco degli italiani verso «un'ancora mal conosciuta patria» e della fragilità dei vincoli di appartenenza civile che ne derivavano. Era un distacco che non riguardava solo il «popolo delle trincee» ma che albergava anche nelle classi dirigenti del Paese e che portava lo storico a investigare, senza pregiudizi, le agitazioni proletarie, i moti socialisti, la propaganda neutralista e disfattista. Ma anche le condizioni di lavoro della manodopera impegnata nello sforzo bellico, nei cui quadri il «senso dello sfruttamento era acuito dai grandi guadagni padronali, ottenuti durante il conflitto, a scapito dei guadagni operai». Suonata l'ora della riscossa, questi fattori negativi non scomparvero. Volpe fu obbligato ad ammettere, insieme a Croce e a Prezzolini, che i «veleni di Caporetto» non furono debellati neppure dalla vittoria militare. Quelle tossine, a lento rilascio, compromisero, infatti, la posizione internazionale dell'Italia al tavolo della pace e sconvolsero violentemente nel dopoguerra il tessuto sociale e politico della nostra comunità nazionale. Introduzione di Eugenio di Rienzo.
La «buona azienda negli eserciti prepara la vittoria... e genera l'economia». Appalti, commissari e appaltatori nell'Italia napoleonica Levati Stefano - Rubbettino, 2010 - Stato, Esercito, Controllo Del Territorio
"È fuor di dubbio che una buona azienda negli eserciti prepara la vittoria, assicura le conquiste, mantiene l'ordine e genera l'economia. Considerata sotto tutti i rispetti, essa è di una grande importanza; i talenti militari non bastano da sé per conservare le conquiste, le quali si perdono quando non siano appoggiate da una giusta e illuminata amministrazione e per ciò voglionsi buone leggi ed esecutori istrutti ed integerrimi". A partire da queste considerazioni, espresse da Alessandro Zanoli, ex segretario generale del Ministero della guerra e della marina del napoleonico Regno d'Italia, e sulla scorta delle più recenti acquisizioni della storiografìa "militare", il volume ripercorre l'evoluzione istituzionale e amministrativa degli organismi che sovrintesero all'articolato meccanismo organizzativo della guerra, e che permisero la realizzazione, praticamente dal nulla, di un esercito di quasi 80.000 uomini. A tal fine l'autore non solo ricostruisce le modalità di assegnazione dei servizi, i tempi, i modi e la durata delle gare d'appalto e cerca di valutarne l'efficacia e i limiti, ma esamina anche la provenienza, le esperienze pregresse e le condizioni in cui operarono i commissari di guerra, protagonisti spesso anonimi dell'epopea napoleonica, ma fondamentale trait d'union tra il Ministero della guerra e le truppe sparse sul territorio.
Europa-Italia quattro sfide per lo sviluppo. Famiglia, coesione sociale, povertà, giovani Volonté Luca - Rubbettino, 2013 - Varia
Riformare l'Europa e cambiare l'Italia a partire dalla sfida della coesione sociale e della enorme ricchezza del capitale umano non è impossibile e profondamente giusto. Le quattro sfide che si analizzano in questa pubblicazione, sono una piccola parte dell'attività svolta dall'autore negli ultimi anni in Italia e sopratutto in Europa. La coesione sociale è fondata sempre sulla stabilità dei legami famigliari da cui proviene ( e da cui scaturiscono quei valori civili del rispetto, accoglienza, capacità di sacrificio, responsabilità e gratuità senza i quali non c esiste nessuna forma di coesione. Perciò si è voluto approfondire il nesso tra famiglia e coesione sociale che proprio in un momento drammatico di crisi economica deve trovare lungimirante interesse nelle politiche dei governi. La crescita della povertà, in forte aumento in questi anni nei Paesi europei (non solo tra i membri della UE), non deve essere più guardata per le sue tragiche sofferenze immediate, essa è una contemporanea crescita di esclusione sociale e dunque perdita netta di capitale umano e innovazione per l'intera società nel medio e lungo periodo. Prefazione di Andrea Riccardi.