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Le carte e la Scuola. Lavori in corso nel Centro archivistico della Normale di Pisa Menozzi D. (Cur.) Torchiani F. (Cur.) - Edizioni Ets, 2019 - Centro Archivistico Scuola Normale Superiore
Nel Centro Archivistico della Scuola Normale Superiore si trovano le carte che consentono di ricostruire la storia dell'istituzione pisana, ma anche quelle degli studiosi che ne animarono la vita scientifica e culturale. Nato alla fine del 2013 sulla scorta di esperienze di tutela che risalgono almeno alla metà degli anni Ottanta grazie alla lungimiranza di docenti come Paola Barocchi e Mario Rosa, il Centro ha visto arricchirsi rapidamente il suo già cospicuo patrimonio documentario. Nelle stanze del Palazzo della Carovana sono giunti in rapida successione fondi di studiosi che alla Normale hanno lasciato un'orma significativa come allievi o professori: da Arnaldo Momigliano a Claudio Cesa, passando per Arsenio Frugoni, Cesare Luporini e molti altri. Il seminario tenuto nell'istituto di Piazza dei Cavalieri nel 2017 e del quale qui si pubblicano le relazioni intende fare il punto su questo lavoro di acquisizione, riordino e valorizzazione condotto in sinergia con la Soprintendenza archivistica e bibliografica della Toscana e altre istituzioni. Voci e volti di storici, filologi, pedagogisti e filosofi, di allievi e maestri emergono da un complesso eterogeneo di fonti ora a disposizione degli studiosi. Ne esce un quadro sfaccettato di diverse stagioni della storia culturale e universitaria italiana, che mette in dialogo archivi di istituzioni (la Scuola Normale), di case editrici (La Nuova Italia), di studiosi di diverse discipline: storici come Armando Saitta, filosofi come Giorgio Tonelli, filologi come Michele Barbi.
L'università postfordista. Nuovi modi di produzione e trasmissione della conoscenza Maltese Pietro - Edizioni Ets, 2014 - Scienze Dell'educazione
Partendo da suggestioni offerte dall'analisi foucaultiana del neoliberalismo, il testo interpreta il processo di riforma che ha attraversato l'università italiana nei termini di una traiettoria aziendalizzante, cioè come un tentativo di applicare al sistema dell'istruzione superiore i dettami del New Public Management. Quest'ultimo costituisce un nuovo modello di regime di regolazione delle pubbliche amministrazioni, tale per cui esse dovrebbero comportarsi alla stregua di imprese e calibrare il proprio agire utilizzando la griglia di intelligibilità costi/benefici. Il che pone non indifferenti problematiche, in quanto l'applicazione dei principi del neomanagerialismo alla produzione pedagogica del capitale umano o alla ricerca si scontra con peculiarità proprie del settore universitario che sembrerebbero sconsigliare l'assunzione di prospettive eccessivamente economicistiche. Muovendo da tale chiave ermeneutica, il lavoro affronta le principali riforme degli ultimi decenni: dalla stagione dell'autonomia avviata da Ruberti alle azioni europee in tema di istruzione terziaria, passando per la stagione berlingueriana e zecchiniana, l'introduzione del dispositivo dei crediti formativi, le ristrutturazioni morattiane e le profonde trasformazioni poste in essere dalla Riforma Gelmini.