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Arte e moda del Settecento veneziano. Le plaisir de vivre. Ediz. illustrata Medica M. (Cur.) D'apuzzo M. G. (Cur.) - Silvana, 2020 - Arte
Dedicato all'arte del Settecento veneziano, il volume è pubblicato in occasione del centenario della fondazione del Museo Davia Bargellini di Bologna e riprende una delle linee tematiche che avevano sostenuto il progetto museografico del fondatore e primo direttore del Museo, Francesco Malaguzzi Valeri: l'idea di rievocare il «fastoso Settecento», con il suo corredo di «ricchi mobili», «ori corruschi», oggetti legati alle abitudini di vita di cavalieri e dame affaccendati nei rituali della mondanità, «un mondo scomparso» che poteva così «rivivere nell'immaginazione» dei visitatori. Al patrimonio del Museo Davia Bargellini, testimonianza dell'abilità di ebanisti, vetrai, artigiani operanti nelle botteghe veneziane del Settecento, è accostata una selezionata campionatura di modelli d'abbigliamento e accessori della moda sia femminile che maschile conservati presso il Museo di Palazzo Mocenigo di Venezia, che documenta il fasto della società laica, ma anche la solennità del potere ecclesiastico, rappresentato da paramenti sacri di raffinata manifattura tessile prodotti nella Serenissima. Alcuni dipinti di Pietro Longhi e della sua scuola restituiscono infine l'immagine più autentica della vita quotidiana del patriziato veneziano, colto anche nella sua dimensione domestica: la presenza di "scene di costume" del pittore veneziano illustra, con sensibilità per il "vero" affine a quella del coevo commediografo Carlo Goldoni, la "piacevolezza del vivere", che fu specchio dei tempi.
La giornata di una signora. Abiti della Collezione Devalle (1895-1925). Catalogo della mostra (Torino, 19 ottobre 2017-7 gennaio 2018). Ediz. a colori Mira S. (Cur.) - Silvana, 2017 - Arte
Il volume mette 'in scena' gli abiti della Collezione Roberto Devalle, alcuni firmati da note maisons torinesi, come Sacerdote, De Gasperi e Rosa, altri di sartorie meno conosciute, ma tutti in grado di traghettarci in una realtà e in una ritualità lontane. Il fil rouge che lega indissolubilmente l'abito all'occasione mondana o privata all'interno di una élite è costituito da regole comportamentali di derivazione aristocratica, in seguito esplicitate tramite la fortuna presso la nascente borghesia di manuali di buone maniere, la cui diffusione cominciò a concretizzarsi intorno agli anni trenta dell'Ottocento.