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Buone ragioni per stare male. La nuova frontiera della psichiatria evoluzionistica Nesse Randolph M. - Bollati Boringhieri, 2020 - Saggi. Psicologia
Come ogni essere vivente, anche noi umani siamo sottoposti a una continua e capillare selezione darwiniana da parte dell'ambiente in ogni nostra più piccola caratteristica. Tutto ciò che abbiamo di svantaggioso ci penalizza, e alla lunga viene eliminato dalla popolazione; tutto ciò che ci avvantaggia viene rafforzato e si diffonde. Una malattia è quanto di meno vantaggioso si possa pensare: e allora come ha fatto a sfuggire al radar della selezione per milioni di anni? Perché le malattie non si estinguono? Vista da questa angolazione, una malattia non è più un'«anomalia» da curare per ristabilire la «normalità». Evidentemente ci sono ragioni evolutive che possono spiegare la sua insorgenza, e che, una volta comprese, potrebbero indicare strategie terapeutiche alternative ed efficaci. Dopo aver scritto, negli anni novanta con George C. Williams, "Perché ci ammaliamo", il libro fondante della medicina evoluzionistica, ora con un'enorme esperienza alle spalle, Nesse applica qui questa sua idea alle malattie psichiatriche - il suo campo specialistico - con risultati sorprendenti. L'ansia, ad esempio, non è uno stato «patologico» della mente. La selezione darwiniana l'ha mantenuta nel lungo corso dell'evoluzione umana, perché in realtà è la risposta più «adatta» di fronte ai pericoli. Ha letteralmente salvato la vita ai nostri antenati, che quindi ce l'hanno lasciata in eredità come un dono prezioso. Ma l'ambiente moderno genera grandi quantità di falsi allarmi, questo è il problema. Non si tratta quindi di «guarire» dall'ansia, ma piuttosto di tenere sotto controllo una risposta che di per sé è necessaria, ma che nel nostro mondo industrializzato talvolta funziona troppo bene. Altri disturbi mentali tipici del mondo contemporaneo, dalla dipendenza all'anoressia, sono il risultato di una mancata corrispondenza tra l'ambiente moderno e il nostro passato evolutivo. Ci sono anche buone ragioni evolutive per spiegare i disordini sessuali o la schizofrenia. Prese tutte insieme, queste intuizioni possono aiutare a spiegare la sofferenza umana, mostrando nel contempo nuove vie per attenuarla, analizzando gli individui come individui, caso per caso, e non come portatori di patologie.
Darwin e l'evoluzione dell'uomo - Bollati Boringhieri, 2010 - Nuova Cultura. Introduzioni
Ci sono domande che non cessano di appassionarci. Quale posto occupa l'uomo nella natura è una di queste. Un'altra è, per esempio, come sia riuscito l'Homo sapiens a instaurare un corretto rapporto con l'ambiente e con gli altri esseri viventi. Il volume curato da Giacomo Giacobini non pretende di darci delle risposte definitive al riguardo, ma ci porta lungo un percorso al termine del quale scopriremo che Charles Darwin, riflettendo su questi interrogativi che in fondo riguardano la "sostenibilità" della nostra presenza sul pianeta, aveva già anticipato molti degli sviluppi degli ultimi decenni. Dalla "rivoluzione emozionale" delle neuroscienze alla biologia molecolare, dalla paleontologia alle trasformazioni del termine "razza", sei studiosi si cimentano con il padre della teoria dell'evoluzione, fornendo una guida indispensabile per capire le radici storiche di alcuni dei dibattiti più attuali e controversi sul ruolo dell'uomo nel delicato equilibrio complessivo della Terra.