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I fondamenti biblici del primato Pesch Rudolf C. - Queriniana, 2002 - Giornale Di Teologia
Che cosa dice la Scrittura sul ministero di Pietro? Quali sono, secondo il Nuovo Testamento, i fondamenti su cui si fonda il Primato dei successori di Pietro? che cosa è necessario, che cosa è mutevole? Recentemente è stato proprio papa Giovanni Paolo II, nell'enciclica Ut Unum Sint, a sollevare la domanda e a spingere i teologi cattolici in questa ricerca. Per dare una risposta a questi interrogativi interviene anche Rudolf Pesch in questo suo studio, documentato e essenziale, suggerito dal card. Ratzinger. L'Autore, che concentra la sua attenzione sull'esegesi canonica della Scrittura (quella del "testo finale",conclusivo), descrive qui i tratti del Primato nella vita di Pietro, nei diversi strati degli scritti neotestamentari e nei suoi primi sviluppi all'interno della giovane Chiesa. La sua tesi suona: «Ciò che già si intravedeva in Pietro è poi entrato a far parte del Primato». Pesch tratta con diffusione le questioni controverse della trasmissione del Primato e caratterizza il ministero petrino in riferimento all'autorità che gli si attribuisce, alla struttura sacramentale nella quale esso si iscrive e al rapporto fra Primato e collegialità. Un importante contributo esegetico al dibattito sul ministero di Pietro, anche nel quadro della ricerca ecumenica.
Il ruolo del papato nel terzo millennio Pottmeyer Hermann J. - Queriniana, 2002 - Giornale Di Teologia
Il ministero papale è più di un banco di prova per le nostre acquisizioni in campo ecumenico. Esso risulta gravato da esperienze storiche che si legano alla strumentalizzazione che se ne è fatta e all'eccessivo potere di cui lo si è voluto caricare. D'altro lato, al di fuori della Chiesa cattolica si registrano pesanti esperienze che derivano proprio dalla mancanza di questo servizio universale all'unità. In ambito ecumenico si spera che il ministero petrino, esercitato in conformità al Vangelo, possa essere accolto come un dono che Dio fa allacristianità. Se tale speranza sia poi fondata dipende dalla disponibilità di tale servizio a lasciarsi riformare. Fino ad oggi si continua ad interpretare le definizioni del Concilio Vaticano I secondo uno schema che blocca la riforma che i padri del Vaticano Il intendevano avviare. Pottmeyer intende saggiare se il centralismo imperante possa realmente legittimarsi sulla base di quelle definizioni, e intende inoltre aprire ad una nuova prospettiva, quella ecumenica di comunione, in cui inquadrare il papato e le strutture giuridiche ed organizzative del suo esercizio. Un'opera che sviluppa, in modo critico ed insieme positivo, una nuova visione del papato.