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Il disegno dell'impossibile. Temi e rappresentazioni dell'utopia urbana. (1955-1975) Sardo Nicolò - Officina, 2014
Nel secondo dopoguerra, principalmente a partire dalla fine degli anni '50, entra in crisi la fiducia per i sistemi di pianificazione elaborati e l'estrema separazione tra la scala dell'edificio e quella della città. Nelle riflessioni che nascono da questo disagio si sviluppa un'idea di città in cui l'edificio stesso - con le sue dimensioni e con il suo disegno - ne diviene l'elemento fondativo e, nei casi più estremi, l'essenza stessa: la megastruttura racchiude in sé tutti gli elementi necessari a definire l'ambiente urbano. Molte delle questioni già sollevate nei decenni precedenti, soprattutto da Richard Buckminster Fuller, trovano uno sviluppo in tante tra le elaborazioni che verranno svolte principalmente negli anni '60. Se da un lato si configura una sorta di continuità con l'utopia illuminista soprattutto nella tensione di alcune esperienze a precisare anche una nuova società -, è però trainante l'ottimismo in una tecnologia capace di sciogliere molti dei problemi dell'abitare umano. I temi dell'utopia che si sviluppano sono influenzati senza dubbio dai quesiti sollevati dalla ricostruzione delle città europee dopo il secondo conflitto mondiale; e il progetto che si va a definire si colloca in una posizione intermedia tra quella dell'edificio e quella propriamente urbanistica. La tendenza è talmente diffusa da poter parlare di "internazionale dell'utopia" o "accademia dell'utopia", come è stata definita da Manfredo Tafuri. Prefazione di Cristiano Toraldo di Francia.
Atopia e memoria. La forma dei luoghi urbani Rossi Prodi Fabrizio - Officina, 1994 - Officina. Nuova Serie
Riscoprire il mito, la tradizione, la memoria, per ritrovare un linguaggio oltre la tecnica e le funzioni, oltre le astrazioni generalizzanti costituisce un po' il compito essenziale del fare architettura e dell'insegnare architettura oggi, a confronto con l'atopia fisica della città e delle periferie e l'atopia mentale della babele dei linguaggi del bombardamento delle immagini. Ma ritrovare un linguaggio, esprimere una densità di significati assumendo come riferimento l'uomo e la sua storia, prefigurano un'insidia di segno opposto: la dissipazione del senso. Allora una misura, una coerenza di "figure", forse un "minimo", lontani dall'ipertrofia espressiva e dal frastuono del supermarket dei segni. La ricerca delle radici, l'equilibrata espressività della "forma", da un lato, l'equivalenza e la disponibilità del segno nel bombardamento iconico, dall'altro, con rimandi alternati si esplicitano e si intersecano embleticamente nel progetto urbano e nello spazio pubblico, sulla cui forma si interroga questo volume individuando tre ambiti di riflessione: la piazza, la facciata nei suoi alterni rapporti con lo spazio urbano e il monumento.
Atopia e memoria. La forma dei luoghi urbani Rossi Prodi Fabrizio - Officina, 1994 - Officina. Nuova Serie
Atopia e memoria. La forma dei luoghi urbani - Officina