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Bibliografia di Sa: tutti i libri in vendita online editi da Castelvecchi con argomento Europa
Quo vadis Europa? Sassoon Donald - Castelvecchi, 2014 - Pamphlet
L'Europa non è mai esistita come singola entità, e gli europei ne hanno cominciato a parlare solo quando è scivolata dal centro alla periferia del mondo. Malgrado la retorica, non c'è molto di integrato nell'Unione Europea e non basta certo la moneta unica per farne uno Stato. Ciò nonostante, perché tanta delusione? Gli europei non hanno mai vissuto un periodo così lungo di prosperità e di pace. Interrogandosi sull'incerto futuro del continente, Donald Sassoon bilancia il pessimismo dell'analisi con l'invito a cercare una strada ancora percorribile e a riconoscere "il miracolo di un'associazione di ventotto Paesi che non hanno molto in comune ma che, malgrado tutto, cercano di trovare un modo di convivere".
La riorganizzazione della società europea Saint-Simon Claude-Henri De Thierry Augustin Cappelletti F. A. (Cur.) - Castelvecchi, 2019 - Le Navi
In un momento in cui l'idea di Unione Europea è sottoposta al tiro incrociato di populismi e sovranismi, questo classico del 1814 ingiustamente dimenticato fornisce un importante contributo a un dibattito in larga parte ostaggio dell'emotività e dell'interesse. Il testo di Saint-Simon è certamente influenzato dall'universo settecentesco nella ricerca di un ordine politico assoluto e universale e nella sconfinata fiducia nel progresso della scienza (spinta fino a una sorta di divinizzazione di Newton, assimilato ai mitici legislatori dei Paesi di Utopia). Tuttavia La riorganizzazione della società europea si proietta sulla realtà contemporanea per l'importanza conferita all'esigenza di riformulare la nozione di sovranità, sottraendole l'alone di sacralità che la circonda, e di costruire il personaggio del tutto nuovo del cittadino europeo consapevole dei benefici della duplice appartenenza a un ordine nazionale e a uno che lo trascende.
Quo vadis Europa? Sassoon Donald - Castelvecchi, 2016 - Irruzioni
Quale Europa stiamo consegnando alle nuove generazioni nate nell'ultimo decennio del XX secolo? Un'Europa disunita, un'Europa ancora meno centrale per i destini del mondo di quella degli anni Sessanta, un'Europa timorosa del cambiamento, pronta a incolpare altri. Sarà anche un'Europa più povera, dove le possibilità per i giovani di trovare lavoro saranno assai inferiori a quelle esistite nell'epoca aurea degli anni Sessanta e Settanta. Ma forse, se abbastanza persone domandano "Quo vadis Europa?", una strada si troverà.