Libri di Donato Sperduto
Bibliografia di Donato Sperduto: tutti i libri in vendita online editi da Aracne con argomento Letteratura
Prossime uscite su LETTERATURA
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788831941051 Frattagli. Vol. 2: Poe e Baudelaire: le affinità elettive
Armonie lontane. Ariosto, Croce, D'Annunzio, Pavese, Carlo Levi e Scotellaro Sperduto Donato - Aracne, 2013 -
La luce che questo libro intende fare sugli scrittori italiani presi in considerazione dovrebbe indurre i critici letterari a "superare" finalmente (come fece Benedetto Croce con Ludovico Ariosto) obsoleti pregiudizi e schemi interpretativi impedenti una fruizione sufficientemente approfondita e completa delle tematiche care a Gabriele d'Annunzio, Cesare Pavese, Carlo Levi e Rocco Scotellaro: ad esempio la discesa agli Inferi, il mondo dei Padri, il confino, la lontananza. In tal modo, se ne coglierebbe l'unità nella diversità: pur nella lontananza dei rispettivi intenti, negli autori analizzati trapela un forte anelito verso l'armonia. Inoltre, questo libro mette l'accento sull'ultimo e molto importante scritto di Levi: "Quaderno a cancelli".
Maestri futili? Gabriele D'Annunzio, Carlo Levi, Cesare Pavese, Emanuele Severino Sperduto Donato - Aracne, 2009 -
"Maestri futili?" si propone di evidenziare la centralità dell'opera di Gabriele d'Annunzio, Carlo Levi, Cesare Pavese ed Emanuele Severino nel panorama culturale italiano del Novecento e contemporaneo. Occupandosi di alcuni importanti scritti in prosa ed in poesia del Vate e di Carlo Levi, Sperduto mette in risalto la sorprendente vicinaza-lontananza che li contraddistingue - e che coinvolge anche G. Leopardi. Inoltre, scandagliando i temi principali del pensiero severiniano, si appura che essi possono a loro volta essere accostati alle riflessioni leviane in merito al concetto ambiguo di "futilità". E proprio la tematica della futilità ha assillato Cesare Pavese che, dicendo addio alla futilità della vita, ha in tal modo rinunciato all'unica ancora di salvezza a lui disponibile. Questo libro vuole essere un invito a lasciarsi guidare dalla "futilità" di quattro grandi maestri italiani che, per usare un'espressione platonica, andrebbero considerati al contempo venerandi e terribili.