Libri di Stefano Borsi
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La città normanna. Aversa e l'Europa nei secoli XI e XII Borsi Stefano - Libria, 2014 - Mosaico
I cavalieri normanni che scelsero Aversa come prima sede del loro insediamento furono ben presto avvolti nel mito: Aversani heroes furono chiamati da Alessandro abate di Telese già nel XII secolo. Questo saggio intende andare oltre il mito, indagando sulla mentalità, sui modelli di riferimento e sugli schemi culturali, sulle forme di urbanizzazione e sulle modalità di penetrazione e di gestione territoriale, sulle aspettative concrete e le tensioni religiose, sugli orizzonti tecnici dei nuovi venuti, e sulla loro pronta ricettività nei confronti della preesistenza e della tradizione abitativa della Campania e della Terra di Lavoro in particolare. Una ricerca ad ampio spettro, estesa al mondo europeo, permette di inquadrare meglio i problemi restituendo consistenza storica e vivace presenza umana a un mondo troppo spesso immerso in una dimensione leggendaria ed elusiva.
Melfi normanna Borsi Stefano - Libria, 2018
Il saggio affronta il problema, sinora poco frequentato dagli studi, della storia urbana di Melfi in epoca normanna. Raccogliendo le notizie delle fonti medievali emerge un ruolo importante della città lucana nella storia della conquista del Mezzogiorno e degli sviluppi istituzionali dell'assetto politico e territoriale imposto dai nuovi dominatori sino all'età sveva. Restava da interpretare l'impatto di queste vicende sul tessuto della città, indagando sull'eredità del nucleo bizantino catepanale aggregatosi prima della conquista a partire dal 1018, sugli sviluppi imposti dai nuovi equilibri e rapporti col territorio dalla conquista della città nel 1041, sino a recuperare in modo originale le tracce di un vero e proprio piano urbano di nuovo conio risalente all'epoca di Roberto il Guiscardo e a seguire la vera e propria reinterpretazione imposta dalla nuova configurazione del potere con Ruggero II. Una storia carica di significati anche simbolici raccolta nel breve giro di poche generazioni, ma decisiva per il futuro della città e per il suo particolare ruolo nel contesto europeo ancora chiaramente leggibile a quasi un millennio di distanza.