Libri di Osvaldo Guerrieri
Bibliografia di Osvaldo Guerrieri: tutti i libri in vendita online editi da Neri Pozza EUROPA
La diga sull'oceano. La folle avventura di Atlantropa Guerrieri Osvaldo - Neri Pozza, 2019 - Piccola Biblioteca Neri Pozza
Atlantropa, il super continente che sarebbe nato dall'unione di Europa e Africa, entrò come un turbine nella scena europea tra le due guerre e la lasciò senza fiato. Era un'impresa al limite delle possibilità umane ma tecnicamente realizzabile, disse l'autore di quel disegno pazzesco, l'architetto bavarese Herman Sòrgel. Bastava disseccare il Mediterraneo innalzando tre dighe, una sullo Stretto di Gibilterra, una sui Dardanelli e una terza tra la Sicilia e la Tunisia; collocare su quelle dighe delle immense turbine che avrebbero assicurato energia elettrica a buona parte dell'Europa; ottenere nuova terra da bonificare per coltivarla ed edificare le nuove «città del sole». Una volta realizzato, il super continente sarebbe stato in grado di trattare alla pari con i due giganti che premevano all'orizzonte: il blocco americano da una parte e quello asiatico dall'altra. Esponente del Bauhaus, Sòrgel non faticò a cooptare le più geniali menti costruttive dell'epoca, da Peter Behrens a Erich Mendelsohn a Emil Fahrenkamp, e a sedurre scienziati, governi, filosofi, scrittori e rappresentanti del grande capitale degli anni Venti e Trenta del Novecento. La diga sull'oceano ricostruisce la storia di questa grande avventura dell'immaginazione al servizio dell'umanità, ponendo sotto i riflettori della narrazione romanzesca il suo artefice e l'ambiente nel quale egli operò: la Repubblica di Weimar, il Bauhaus, il Nazismo - che avversò profondamente il progetto di Sòrgel - la Liberazione con i giganti, i nani e i mostri che ne furono i protagonisti o le comparse.
I Torinesi Guerrieri Osvaldo - Neri Pozza, 2011 - Bloom
Gente strana i Torinesi. Agli occhi del paese sono musoni, faticatori, obbedienti fino all'autolesionismo, squadrati come le vie della loro città. Poi si scopre che sanno essere anche allegri, vitaioli, inventivi. Con Cavour hanno fatto l'Italia in diciassette mesi; dopo di che, senza clamori com'è nel loro costume, hanno fatto gli Italiani, trasferendo su di loro un "modello" non rintracciabile altrove. Hanno avuto santi di caratura più sociale che mistica, la cui opera ha sollevato le condizioni di un popolo conservatosi a lungo miserabile, affamato, preda di epidemie e di disperazione. Quando Torino ha perduto il ruolo di capitale, hanno trovato un nuovo motivo d'orgoglio trasformandola da città di caserme e di ministeri a capitale della scienza. Hanno inventato l'industria automobilistica e il cinema. La televisione è nata qui, qui è apparsa l'industria della moda come la maggior parte delle discipline sportive. Come in un paradosso, i figli delle montagne hanno dato vita al primo Yacht Club italiano. E quanti Torinesi sono andati alla conquista del mondo con la loro genialità visionaria o tremendamente concreta: per esempio il "pomologo artificiale" Garnier Valletti, per esempio Marcel Bich, l'inventore della penna a sfera, per esempio Riccardo Gualino, il grande Gatsby della finanza spericolata e del collezionismo d'arte, senza dimenticare Francesco Cirio, che riuscì a mettere in scatola la natura, o la signora Lenci che popolò il mondo di bambole.