Libri di Reich
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Andavo a scuola nel Terzo Reich. Ricordi di scrittori tedeschi Reich-Ranicki M. (Cur.) - Il Nuovo Melangolo, 2008 - Filosofia Della Formazione
Com'era realmente l'epoca in cui ovunque sventolavano le bandiere con la croce uncinata e marciavano le SA "con passo tranquillo e sicuro"? Sugli avvenimenti storici siamo informati, le opere specialistiche non mancano. Di continuo ci vengono proposti documenti relativi al Terzo Reich, assieme a fatti e dati di ogni tipo. Che cosa accadde al livello in cui viene decisa la Storia, è più o meno noto. Ma come stavano le cose per l'altra parte, quella del livello più basso, quella da cui la storia viene subita? In che modo tutto ciò che accadde quaranta o cinquanta anni or sono si riflette sull'esistenza degli individui, specie di quelli che allora erano bambini e adolescenti? Come vedevano le cose? In questo libro è stato chiesto a un certo numero di scrittori tedeschi di metter per iscritto i ricordi relativi l loro periodo scolastico nel Terzo Reich. Nessuno di loro tenta di abbozzare un quadro dell'epoca, e neppure di una sua piccola parte, ma ciascuno, piuttosto, riferisce unicamente le sue esperienze personali. Ne sono nate altrettante autodescrizioni che danno forma insieme al quadro di un'epoca, e tale quadro può contribuire a rispondere all'interrogativo su quel che accadde allora e su come fu possibile che accadesse.
Hortulus Reichenau Walahfrid Von Gennari M. (Cur.) - Il Nuovo Melangolo, 2017 - Nugae
Walahfrid von Reichenau, noto anche - a causa di un difetto della vista - come Valafrido Strabo, è un autore svevo nato nell'808 d.C. e deceduto nell'849. Abate nell'Isola di Reichenau, sul Lago di Costanza, è stato un letterato, un poeta e un glossatore di pregio. Il suo celebre lavoro intitolato "De cultura hortorum" costituisce un'interessante "operetta" che proviene dal Medioevo, quando nell'"Hortulus" walahfridiano regna la semplicità monastica e crescono con il soccorso della natura e l'operosità del giardiniere gli ortaggi per la tavola, le piante medicinali per i malanni corporei, infine i fiori che con la loro bellezza celebrano la beatitudine celeste insieme alla transitorietà della vita. Piuttosto che la perfectio spirituale e l'ascesi divina, l'orticello è 'signaculum' della disciplina nel lavoro, del rispetto per la natura, della sobrietà con cui affrontare la vita, intreccio fra la "coltura" - intesa come coltivazione ortense svolta attraverso il lavoro assiduo e organizzato - e la "cultura" - assunta quale insieme delle conoscenze relative al giardinaggio connesse con le cognizioni desunte dall'esperienza e dallo studio - approda a un duplice esito mirabile: la serenità nel cui segno vivere e la semplicità al cui ordine educarsi.