Libri di Guglielmo Sanna
Bibliografia di Guglielmo Sanna: tutti i libri in vendita online editi da Franco Angeli
A questo scopo Franco Angeli vuole creare una forma di editoria aziendale, la prima nel panorama italiano. Il catalogo, da sempre, intende offrire gli strumenti necessari alla conoscenza di nuovi modelli e alla formazione e aggiornamento dei nuovi quadri. Con questa idea, l’editore Franco Angeli ha assunto posizione di leadership in questo specifico argomento, costruendo un catalogo di oltre 1.000 titoli e che porta decine di novità annuali.
Tantissimi titoli dedicati ai metodi di gestione e funzioni del sistema azienda: marketing, produzione, finanza e gestione del personale, logistica e approvvigionamenti. Decine di manuali di autoformazione su tutte le abilità manageriali, che hanno consacrato Franco Angeli come editore professionale di management
Altra area piuttosto corposa a cui si dedica la casa editrice è quella che ruota attorno alla pubblicazione di testi di ricerca e di approfondimento in una serie di discipline universitarie. Collane dedicate alle ricerche di economia, ma anche psicologia, sociologia, antropologia, pedagogia, storia, filosofia, architettura, urbanistica, informatica e diritto del lavoro. FrancoAngeli rappresenta oggi un punto di riferimento: la più grande biblioteca specializzata del nostro paese.
Il Craftsman. Giornalismo e cultura politica nell'Inghilterra del Settecento Sanna Guglielmo - Franco Angeli, 2006 - La Società Moderna E Contemp. Anal.Contr.
Il giornalismo britannico della prima metà del XVIII secolo presenta caratteristiche peculiari, che ne evidenziano la funzione radicalmente innovatrice nella storia sia inglese sia europea, ma lo distinguono nettamente dalle esperienze successive. Tra le varie avventure, quella del "Craftsman", periodico che animò il lungo ventennio walpoliano. Il variegato gruppo di autori del periodico offre uno spaccato del complesso circuito della comunicazione sociale nella Gran Bretagna di Giorgio I e di Giorgio II, in cui il dibattito politico rifletteva l'indiscusso predominio aristocratico, mentre nuovi spazi di discussione scuotevano dalle fondamenta il tradizionale monopolio delle grandi istituzioni nazionali.
La Philanthropic Society. Lumi, beneficenza, riformatorio (1788-1799) Sanna Guglielmo - Franco Angeli, 2020 - Storia-Studi E Ricerche
Secondo un preciso orientamento storiografico sarebbe stato nella dinamica società inglese della «prima industrializzazione» che avrebbero preso avvio i complessi sviluppi all'origine dei moderni sistemi di giustizia minorile. Le avventure della Philanthropic Society offrono uno spaccato della feconda contaminazione tra diversi elementi contrastanti, polarizzati tra l'ansia di stanare il fanciullo deviante - presenza sempre più inquietante e minacciosa non soltanto per i ceti abbienti - e la trepidante aspirazione a realizzare l'ideale felicitario di una società armoniosa e ordinata. Primo abbozzo di uno spazio dedicato all'accoglienza, al confinamento e alla rieducazione dei minori ritenuti socialmente pericolosi, la nuova associazione filantropica - fondata dall'oscuro divulgatore newtoniano Robert Young, sotto il patrocinio del potente segretario di Stato per gli affari esteri Francis Godolphin Osborne, V duca di Leeds - riuscì a mettere in moto una rete tentacolare di notabili, giudici, magistrati e semplici benefattori della più diversa estrazione sociale, lasciando un'impronta indelebile nel dibattito britannico setteottocentesco. I moderni riformatori erano di là da venire, ma per quanto ancora avviluppata in un intrico di euforico dilettantismo, affarismo spregiudicato e audaci sperimentalismi imperniati sull'eccletticità delle competenze e dei saperi, una strada importante cominciava già a essere tracciata.
Religione e vita pubblica nell'Inghilterra del '700. Le avventure di Benjamin Hoadly Sanna Guglielmo - Franco Angeli, 2012 - Storia-Studi E Ricerche
Il Toleration Act proclamato nel 1689 dal parlamento inglese viene esibito come il clou dell'affermazione della libertà religiosa e della laicizzazione della sfera morale e della vita pubblica. Ma a ben vedere le intricate fasi della transizione dalla gloriosa rivoluzione alla successione hannoveriana impressero alla società d'oltremanica una fisionomia più articolata di quanto fossero solite rappresentare le vecchie agiografie whig. A questa travagliata fase dell'esperienza britannica sei-settecentesca appartengono le avventure del vescovo Benjamin Hoadly e di un piccolo seguito di ecclesiastici anglicani agguerriti sostenitori del suo messaggio latitudinario. Le contrapposte ipoteche ideologiche sono state concordi nel restituircene un'immagine per molti versi distorta. In realtà, Hoadly non fu mai un antesignano del moderno pluralismo religioso come gli studiosi d'ispirazione liberale lo hanno spesso esibito. Egli non fu però neanche quel traditore dell'establishment ecclesiastico che la storiografia più conservatrice insiste ancora oggi a dipingere. Il presule d'oltremanica auspicava la riconciliazione tra le principali denominazioni protestanti inglesi, mentre le sue opere, lungi dal poter essere etichettate univocamente, raccoglievano suggestioni provenienti da ambiti diversi, ed erano espressione di una sensibilità filantropica legata ai nuovi ideali pietistici del secolo dei Lumi.