Libri di Elisabetta Poddighe

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Nel segno di Antipatro. L'eclissi della democrazia ateniese dal 323-2 al 319-8 a. C. libro
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LIBRO   9788843023202

Nel segno di Antipatro. L'eclissi della democrazia ateniese dal 323-2 al 319-8 a. C. Poddighe Elisabetta   -  Carocci, 2002  -  Dip. Di Storia. Univ. Sassar. Nuova Serie

Alla fine di una guerra perduta, nasce dall'accordo tra il partito antidemocratico ateniese e il vincitore Antipatro la decisione di sospendere la democrazia in Atene. Il libro si propone di riconoscere il senso autentico dell'intervento di Antipatro sulla costituzione ateniese, di determinare se esso abbia effettivamente rappresentato la realizzazione di un progetto politico di ampio respiro, avviato un secolo prima con gli esperimenti oligarchici del 411 e 404 e successivamente sistematizzato come un organico programma di riforme costituzionali. Se, cioè, possa essere considerato come l'esito concreto del legame forte tra etica e politica: si trattò, insomma, di un'oligarchia fondata sull'ideologia' In realtà, confrontando i modelli teorici con la realtà dei fatti, è possibile intravvedere una situazione assai più complessa e articolata, nella quale il mutato assetto istituzionale sembra rispondere prevalentemente alle problematiche sociali della polis e configurarsi come l'estremo tentativo di stabilire una tregua nei conflitti tra i ricchi e i poveri: in questa direzione, l'oligarchia imposta nel 322 sembrerebbe garantire la ratifica formale e la tutela militare di un assetto già realizzato.

€ 21.20 € 20.14
LIBRO   9788891799593

Aristotele e il synoran. La visione globale tra politica e storia, tra retorica e diritto Poddighe Elisabetta   -  Franco Angeli, 2020  -  Politica-Studi

Quando si voglia conoscere, descrivere, costruire intorno a un dato tema un'argomentazione dialettico-retorica, lo strumento indispensabile è quello che Aristotele chiama synoran, ovvero la facoltà di vedere quel tema con uno sguardo d'insieme. Una prerogativa che però non deve essere pensata come esclusiva del filosofo. Il volume mette a fuoco la funzione che Aristotele assegna a questa facoltà di comprensione e rappresentazione sintetica della realtà nello spazio dell'azione concreta del politico, del retore e del giudice. Quando si voglia conoscere, descrivere, costruire intorno a un dato tema un'argomentazione dialettico-retorica, lo strumento indispensabile è quello che Aristotele chiama synoran: è la facoltà di vedere quel tema con uno sguardo d'insieme. Sbaglieremmo a considerare la facoltà del synoran come una prerogativa esclusiva del filosofo che rivolge il proprio impegno conoscitivo a una solitaria attività di creazione intellettuale. Il politico come il retore, il giudice come lo storico sono ugualmente chiamati a vedere la realtà in un'ottica complessiva e perciò a potenziare la facoltà della visione globale. «Tutti entro un certo limite si impegnano a esaminare e sostenere un qualche argomento, o a difendersi e ad accusare» considera Aristotele al principio della Retorica e la facoltà del synoran appare certamente parte integrante di quel sillabario della ragione che Aristotele giudicava indispensabile strumento di conoscenza e di persuasione. Negli organi decisionali, in assemblea o nei tribunali popolari, la facoltà di vedere e far vedere la realtà attraverso una visione unitaria e sintetica è, secondo Aristotele, risorsa essenziale dell'argomentazione retorica. Gli scritti riuniti in questo volume mettono a fuoco la funzione che Aristotele assegna a questa facoltà di comprensione e rappresentazione sintetica della realtà nello spazio dell'azione concreta del politico, del retore e del giudice.

€ 19.00
LIBRO   9788843059140

Aristotele, Atene e le metamorfosi dell'idea democratica. Da Solone a Pericle (594-451 a.C.) Poddighe Elisabetta   -  Carocci, 2014  -  Studi Storici Carocci

Nessuno più di Aristotele ha studiato la democrazia ateniese. Di quella che è stata la forma storica più rilevante dell'idea democratica Aristotele ha voluto comprendere l'evoluzione, la storia: perciò ha pensato il confronto, in prospettiva diacronica, delle manifestazioni dell'idea democratica che giudicava le più significative e intellegibili della storia ateniese. A guidare la ricerca aristotelica sulla democrazia ateniese è un assunto rilevante del suo pensiero politico: ogni costituzione (politeia, nel suo linguaggio) è conoscibile attraverso la concezione che esprime riguardo a "ciò che è giusto". È l'idea (eidos) della giustizia, anzi della giustizia come uguaglianza, a definire il carattere di un regime politico. Aristotele ha cercato l'idea democratica prioritariamente nella forma di volta in volta assunta dal dispositivo della cittadinanza. Nel caso della democrazia ateniese, l'evoluzione viene seguita dalla fase dell'emergenza dell'idea di cittadinanza democratica, agli inizi del VI secolo, fino a quando le regole stabilite rispetto alla definizione del gruppo dei cittadini e delle loro spettanze hanno ricevuto una forma stabile. Un ciclo compiutosi nel corso del secolo e mezzo che separa i provvedimenti adottati in materia di cittadinanza da Solone e da Pericle.

€ 34.00