Saggi E Documenti Del Novecento Libri
Libri pubblicati nella collana Saggi E Documenti Del Novecento con argomento Sogno Storia della filosofia occidentale
Prossime uscite della collana Saggi E Documenti Del Novecento
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9788877109941 La volontà di sapere
- 9788877109057 Le diaboliche
- 9788877108883 Tre forme di esistenza mancata
- 9788877108463 Carteggio
- 9788877107893 Sade prossimo mio
- 9788877107718 Osservazioni e pensieri
- 9788877106865 Uno straniero con, sotto il braccio, un libro di piccolo formato
- 9788877106841 La Scrittura del disastro
- 9788877106759 Per amica silentia lunae
- 9788877106209 Il briccone divino
Il sogno creatore Zambrano María Ferrucci C. (Cur.) - Se, 2022 - Saggi E Documenti Del Novecento
«Come si sa da molto prima di Freud, dalla notte dei tempi, la conoscenza dei sogni è una finestra, o quantomeno una fessura, aperta a una strana verità: la verità della menzogna, della congenita menzogna in cui sembra che la creatura umana non possa fare a meno di avvolgersi come vengono avvolte di solito le creature; coprendole, per proteggerle dall'inclemenza del luogo in cui nascendo si vedono lanciate. Nel momento in cui entra nel sonno, l'uomo cessa per quanto è possibile di essere persona per diventare creatura. A causa dell'ossessione, stabilizzatasi in pensiero, della morte, è l'immagine di questa a essersi sovrapposta alla situazione del dormiente, che in realtà ricorda piuttosto l'immagine di chi dovrà nascere, o è addirittura già sul punto di farlo. Entrare nel sonno è entrare nel dominio del sogno o, meglio, attraverso il sogno, in un luogo sotterraneo, in una grotta - "Ypnos" -; ritornare a non essere visto; cadere nel grembo della vita madre che tutto consente; smettere di prender parte al gioco imposto dalla realtà, quello in cui si paga pegno, per giocare a un gioco proprio, gratuito, nel quale non esistono né leggi né frontiere, nel quale, come diceva Eraclito, si vive in un mondo privato, in cui non c'è da rispondere perché non c'è da domandare». (Carlo Ferrucci)