Arethusa Libri
Libri pubblicati nella collana Arethusa con argomento Critica Letteraria
Prossime uscite su CRITICA LETTERARIA
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791280766229 Menabò. Quadrimestrale internazionale di cultura poetica e letteraria (2022). Vol. 11
Lettura del «Cimetière marin» Cohen Gustave - Solfanelli, 2019 - Arethusa
Il commento di Gustave Cohen al Cimetière marin, qui proposto per la prima volta in italiano, è una pietra miliare nella bibliografia su Paul Valéry, un testo che ha fatto epoca e che, pur risalendo al 1933, rimane un classico. Lo studioso analizza diligentemente, strofa per strofa, le 24 sestine di decasillabi che compongono il capolavoro del poeta francese, cercando di scoprire vaghe parentele fra il suo pensiero e i sistemi di Lucrezio, Leonardo o Bergson. Nato come corso universitario alla Sorbona e spiegato davanti a un uditorio in cui figurava, non a caso, lo stesso Valéry, fu pubblicato in volume con la lunga prefazione del poeta, Au sujet du "Cimetière marin", che è una sorta di «racconto ideale» sulle origini dei suoi versi e in cui c'è anche un atto di riconoscenza verso il critico che aveva inteso ed esposto compiutamente le intenzioni e le espressioni di un poema ritenuto «oscuro». Cohen ripercorre l'interno strutturarsi di questa composizione elaborata scoprendovi un'architettura segreta, ripartita in quattro parti di vario tono emotivo e tematico. Tre «voci» vanno a comporre il respiro del poema: il «protagonista», che è il «Non-Essere» simboleggiato dal sole a picco, il «deuteragonista», ovvero la «coscienza del poeta» che si abbandona all'estasi, e il «tritagonista», l'autore stesso, che è insieme «attore» e «spettatore» del dramma metafisico che contempla. Alle analisi sul fondo concettuale del Cimetière marin, di cui sono messi in luce i nuclei tematici, si alternano quelle sul piano stilistico-espressivo. Cohen mette a fuoco lo specifico poetico di Valéry e riepiloga alcune particolarità o anche arditezze della sua originale tecnica di versificazione, passando in rassegna neologismi, arcaismi, latinismi, ellenismi e molto altro, così da rendere più agevole la comprensione globale del testo.
Fenomenologia della coscienza critica Poulet Georges Gaglione R. (Cur.) - Solfanelli, 2020 - Arethusa
Questo volume, curato diligentemente da Rossella Gaglione, accoglie due saggi della produzione di Georges Poulet. Il primo di essi, Fenomenologia della coscienza critica, riprende il testo di una conferenza pronunciata nella primavera del 1967, mentre il secondo, Coscienza di sé e coscienza dell'altro, scritto tre anni dopo, è un discorso elaborato per il pubblico di Tubinga in occasione del conferimento del premio Montaigne. Nella sua opera Poulet non ha mai trascurato il rapporto esclusivo e simbiotico che s'instaura fra chi legge e chi scrive, un'empatica-simpatetica unione di coscienze, un gioco di specchi e di rimandi in cui la riflessione individuale non comporta una chiusura ma coincide col riflettere, nel proprio Io, quello di un altro. Teorizzare significa prendere una posizione, uscire dall'anonimato cui lo condanna la pratica, stabilire convergenze di pensiero e prendere le dovute distanze. Entrambi gli scritti sono dettati da un'unica esigenza: spogliarsi dell'habitus del critico in modo da mostrare le pieghe, offrendo al lettore un lavoro di edificazione della propria immagine in fieri. Da quest'angolatura l'operazione compiuta appare complessa e raffinata, perché deve porsi egli stesso come acerbo lettore e riuscire a configurare la coscienza dell'autore con la quale si sta confrontando, essendo questa non solo il «senso» della scrittura ma anche il «resto» pulsante che eccede la dimensione narrativa. La potenza dell'operazione ermeneutica espressa in queste pagine, che aprono orizzonti conoscitivi densi di echi e suggestioni, fra i massimi sforzi della sua teorizzazione critica e filosofica, sta nell'aver vitalizzato la coscienza del lettore risvegliandola dal torpore cui spesso la lettura l'aveva condannata. La critica letteraria diventa qui, inevitabilmente, mentre scopre se stessa nell'atto di scoprirla, «critica della coscienza».