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Libri pubblicati nella collana Biblioteca con argomento Comunismo

Prossime uscite della collana Biblioteca

Libri previsti in uscita su Unilibro.it:

  • 9791255213529 Hitler, biografia di un dittatore
  • 9791255213482 La repubblica degli insulti. Offese, oltraggi, schiaffoni e turpiloquio nella storia italiana da Garibaldi a Meloni
  • 9791255212874 La voce del duce. L'agenzia Stefani: l'arma segreta di Mussolini
  • 9791255211211 L'invenzione dei sessi
  • 9791255210580 Federico II, monarca globale, uomo...
  • 9791255210436 1873. I Rotschild
  • 9791223284612 L'aurora di rune
  • 9791223284131 Radar
  • 9791223279984 Shila/Ginevra. Una storia nella storia
  • 9791223277867 Una nave nel buio
Che fare? Problemi scottanti del nostro movimento libro
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LIBRO   9788835981336

Che fare? Problemi scottanti del nostro movimento Lenin   -  Editori Riuniti, 2019  -  Biblioteca

"Il libro di Lenin di cui abbiamo cercato di chiarire alcuni passaggi è stato - quanto a impatto politico - una delle opere più importanti del Novecento. Anche da esso è nato un partito che ha mutato il corso della storia. Dopo oltre un secolo dalla sua pubblicazione moltissimo è cambiato, nel panorama politico mondiale. E il partito politico - in modo accelerato negli ultimi decenni - ha visto mutare il suo ruolo e le sue modalità di funzionamento, e anche perdere molto del suo appeal, soprattutto, ma non solo, in Europa. Anche nei paesi nei quali esso ha ancora un posto rilevante nella organizzazione della partecipazione e della democrazia, i forti processi di personalizzazione e massmedializzazione della politica, avanzati ovunque, ne hanno mutato e a volte stravolto i connotati. [...] La politica è una impresa collettiva anche preposta alla difesa degli interessi materiali: i partiti dei lavoratori per questo sorsero e per questo furono i primi ad assumere le sembianze dell'organizzazione politica moderna. La difesa degli interessi materiali però non basta. Per Lenin (come poi per Gramsci) un partito nasce intorno a un gruppo dirigente. E un gruppo dirigente - che ovviamente non sia un gruppo di interessi o un semplice gruppo di potere - non si crea se non intorno a una concezione del mondo condivisa. Come scriveva Lenin, senza teoria non vi può essere un partito" (dall'Introduzione di Guido Liguori)

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Il passato di un'illusione. L'idea comunista nel XX secolo libro
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LIBRO   9791256680061

Il passato di un'illusione. L'idea comunista nel XX secolo Furet François  Valensise M. (Cur.)   -  Silvio Berlusconi Editore, 2024  -  Biblioteca

A partire dal 1917, l'idea del comunismo ha vissuto in bilico tra la sua universalità astratta e la sua incarnazione nella storia. Eppure, per quanto sfortunato e tragico sia stato il corso della rivoluzione bolscevica, la sua promessa ha attraversato il Novecento a bandiere spiegate. Da Lenin a Gorbacëv, per decenni la realtà non ha spento la fiamma dell'utopia, ma l'ha ravvivata. Al centro di "Il passato di un'illusione" è la fascinazione che l'idea comunista ha esercitato sugli intellettuali del Ventesimo secolo, un'influenza sentita ben oltre i regimi di tipo sovietico, che ha trovato vita più lunga in Occidente - in Italia e in Francia, soprattutto - che nell'Est Europa. Il mito sovietico non sarebbe durato così tanto, e non sarebbe stato accolto con una fede così cieca, se le circostanze non avessero alimentato le sue menzogne. Capace di risvegliare le forze sopite della tradizione rivoluzionaria occidentale, non appena ottenuta la vittoria il bolscevismo ha fatto propria l'eredità giacobina, assumendosi il compito di rigenerare l'umanità. Nato dalla prima guerra mondiale, ha dato un volto al nichilismo dell'epoca, ha tratto profitto dalle ingiustizie del trattato di Versailles, si è arricchito grazie allo spettacolo offerto dalla grande Depressione, è prosperato con l'antifascismo e ha toccato il punto più alto alla fine del secondo conflitto mondiale, con la vittoria sul nazismo. Persino la destalinizzazione, che segnava il declino di quel mito, ha contribuito a guadagnare il consenso di coloro che in tutto il mondo avevano condannato il passato regime per i suoi crimini. L'illusione ha continuato ad alimentare per quasi un secolo le speranze di milioni di sostenitori e, apparentemente immune alle svolte del destino, è andata in pezzi solo con la caduta dell'URSS. È una parabola che incarna, più di ogni altra, il Novecento, i suoi entusiasmi, i suoi miti e le sue tragedie.   

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Stato e rivoluzione libro
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LIBRO   9788835982043

Stato e rivoluzione Lenin  Gerratana V. (Cur.)   -  Editori Riuniti, 2021  -  Biblioteca

"Scritto alla vigilia della Rivoluzione d'ottobre Stato e rivoluzione resta un punto di partenza essenziale per qualsiasi ulteriore approfondimento della dottrina del marxismo. Qui Lenin - con il pragmatismo che gli è proprio -, affronta dal punto di vista dottrinario, storico e anche pratico l'applicazione dei principi rivoluzionari, a partire dai moti del 1848 e della Comune di Parigi (1871). Il problema dello Stato assume [...] una particolare importanza, sia dal punto di vista teorico che dal punto di vista politico-pratico. La guerra imperialista ha accelerato e acutizzato a un grado estremo il processo di trasformazione del capitalismo monopolistico in capitalismo monopolistico di Stato. L'oppressione mostruosa delle masse lavoratrici da parte dello Stato, il quale si fonde sempre più strettamente con le onnipotenti associazioni dei capitalisti, acquista proporzioni sempre più mostruose. [...] La rivoluzione proletaria internazionale matura in modo visibile, e il problema del suo atteggiamento verso lo Stato assume un significato pratico. Gli elementi di opportunismo che si son venuti accumulando nel corso di decenni di sviluppo relativamente pacifico, hanno fatto sorgere la corrente socialsciovinista che domina nei partiti socialisti ufficiali di tutto il mondo. [...] - che è socialismo a parole e sciovinismo nei fatti - si distingue per l'adattamento piatto, servile dei «capi» del «socialismo» agli interessi non solo della «propria» borghesia nazionale, ma precisamente del «proprio» Stato, giacché da lungo tempo la maggior parte delle cosiddette grandi potenze sfruttano e asserviscono numerosi popoli piccoli e deboli. Orbene, la guerra imperialista è appunto una guerra per la spartizione e la ridistribuzione di un simile bottino. La lotta per sottrarre le masse lavoratrici all'influenza della borghesia in generale, e in particolare della borghesia imperialista, è impossibile senza una lotta contro i pregiudizi opportunistici sullo «Stato». Esamineremo innanzitutto la dottrina di Marx e di Engels sullo Stato, soffermandoci più a lungo sugli aspetti di questa dottrina che sono stati dimenticati o travisati dall'opportunismo. [...] Trarremo infine i principali insegnamenti dall'esperienza delle rivoluzioni russe, del 1905 e soprattutto del 1917. Quest'ultima, a quanto pare, volge in questo momento (principio d'agosto 1917) al termine della sua prima fase di sviluppo; ma tutta questa rivoluzione non può essere concepita se non come un anello della catena delle rivoluzioni proletarie socialiste provocate dalla guerra imperialista." (dalla prefazione dell'Autore alla prima edizione)

€ 18.50 € 17.58