I Saggi Libri
Libri pubblicati nella collana I Saggi con argomento Espressionismo
Prossime uscite della collana I Saggi
Libri previsti in uscita su Unilibro.it:
- 9791281000773 Cimitero di porfidi
- 9788899389031 Giacomo Leopardi. Un poeta che ci permetterà di ritrovare l'Italia
- 9788896935163 Banche e anomalie. Come difendersi. Vol. 2
- 9788892727618 Dei, yantra, erbe & mantra
- 9788892727601 Carte oracolari dell'arcangelo Metatron
- 9788892727595 In cammino con le rune
- 9788892727588 Luci e ombre dell'arte della cura
- 9788892727571 Mestruazioni felici
- 9788892727564 Biohacking 120+
- 9788892726987 La lampada che illumina la porta dell'insegnamento
Progetto metropoli. La Berlino dell'espressionismo Gargano Antonella - Silvy, 2012 - I Saggi
Il cuore dell'espressionismo coincide con il cuore della Prussia: è Berlino il luogo di quella generazione che si definisce nuova per eccellenza. Qui hanno la loro sede editori come Fischer e Cassirer e case editrici "più giovani e autenticamente espressioniste". Qui si inaugurano mostre e si aprono gallerie che espongono la nuova arte. Qui sono i caffè ai cui tavoli siedono, discutono, fondano gruppi e proclamano 'secessioni' poeti e artisti. Qui, infine, fa la sua prima comparsa in Germania il termine espressionismo nel catalogo della XXII esposizione della Berliner Secession. Lo specifico berlinese di questa avanguardia è costituito in larga misura dalla sua sostanza metropolitana, dal suo incontro entusiastico con la città: una città la cui fisionomia stava vivendo in quegli anni profonde modificazioni nel processo di trasformazione in grande capitale. Il perimetro della città in cui gli espressionisti si muovono, gli spazi che attraversano e usano, sono quelli della nuova Berlino in movimento con il suo rapido sviluppo urbanistico, il determinante spostamento dei centri di gravità della vita cittadina e la sua ramificata rete di mezzi di comunicazione. Accanto a questa topografia urbana reale è tuttavia possibile tracciare una seconda mappa - che chiameremo la Berlino delle parole, ma potrebbe essere la Berlino delle immagini o dei colori - che viene a costituirsi dall'interno dell'officina espressionista, dalla ricostruzione che ne fanno scrittori, artisti e intellettuali.
L'espressionismo tedesco Chiarini Paolo - Silvy, 2011 - I Saggi
L'espressionismo costituisce la variante tedesca dell'avanguardia storica europea. Le radici più immediate dell'espressionismo, infatti, affondano da un lato in quel singolare amalgama in fermentazione che è il fenomeno della Finis Austritte, dall'altro soprattutto nel terreno della Germania guglielmina, nata dal compromesso fra i nuovi ricchi prodotti della impetuosa espansione capitalistica e la vecchia classe, agraria e feudale, degli Junker. È impossibile rispondere alla domanda circa il concreto svolgimento dell'espressionismo se non si prende contemporaneamente coscienza del fatto che da un lato esso esibisce ricerche ed esperienze artistiche in piena sintonia con l'avanguardia europea di quegli anni, ma dall'altro presenta aspetti che sono specificamente suoi. Nietzsche, Husserl e Bergson nella sfera filosofica, Baudelaire, Rimbaud, Verlaine, Jammes, Verhaeren, Dostoevskij, Walt Whitman (accanto alla riscoperta di Kleist e Hölderlin) in quella delle suggestioni letterarie, costituiscono la cornice culturale entro cui si sviluppa e prende a poco a poco forma l'intreccio complesso delle poetiche espressioniste. Oggi preme soprattutto mettere a nudo quella che vorremmo chiamare l'architettura storica della vicenda espressionista, le prospettive reali entro cui si è venuta a poco a poco configurando, i contorni ragionevoli e dimostrabili che la differenziano da altre analoghe o divergenti, infine l'esito in cui quella vicenda si è consumata e conclusa.
Espressionismo Bahr Hermann - Silvy, 2012 - I Saggi
Ad essere inizialmente definiti "Espressionisti" furono un gruppo di pittori francesi, non i tedeschi. Erano Picasso e gli artisti del circolo di Matisse. Si trattava, insomma, di un modo conveniente per indicare le "nuove direzioni" verso cui si incamminava l'arte francese. Nel 1914 il termine assunse le connotazioni "tedesche" che ben conosciamo ancora oggi. Sulla scena artistica erano emersi in modo prepotente i gruppi della "Brücke" e del "Blaue Reiter". Due anni dopo Hermann Bahr pubblicava "Expressionismus", un fortunato libro che conobbe tre edizioni in poco tempo. Affermava l'opposizione dell'Espressionismo all'Impressionismo, giustificava il suo impatto shoccante quale antidoto necessario all'ordine e alla compiacenza borghesi e soprattutto vedeva nella coeva produzione artistica il riflesso della disperazione, della mancanza di speranza della sua epoca - era in corso la Grande guerra. L'espressionismo, dunque, nasce su di una base di protesta e di critica perché neppure il positivismo e l'impressionismo erano riusciti a trovare la risposta alle contraddizioni, alla crisi che covava nella società europea. Testo chiave di questa riflessione è "Espressionismo" di Bahr, che ora viene presentato al pubblico, accompagnato da un saggio di Fabrizio Cambi e dalle riproduzioni delle opere d'arte scelte dall'autore per le prime due edizioni tedesche.